Nel decreto legge varato dal Governo non c’è traccia della legge che consente ai medici, già in pensione, di continuare a prestare servizio negli ospedali. Una dimenticanza che sottrae cinquemila camici bianchi al nostro Servizio sanitario nazionale. Il Mezzogiorno l’area più penalizzata
Governo pasticcione. Parlamento: un grande pasticcio. E, nello spazio interstiziale di una politica votata alla dabbenaggine, insulsa, non si trova più la norma del Milleproroghe che consente ai medici di lavorare sino a 72 anni. E affidare incarichi professionali ai camici bianchi già in pensione. Una svista che rischia di costare caro. Che destabilizza il già precario equilibrio della nostra sanità pubblica. Che penalizza, soprattutto, ospedali e reparti nel Mezzogiorno.
Sono circa cinquemila i medici nel nostro Paese che, grazie alle deroghe introdotte, garantiscono turni. Coperture notturne. Servizi specialistici. Supplendo ad un Servizio sanitario nazionale sempre meno attrattivo. Senza giovani medici. Tutto ciò nella nazione che si ostina a perpetrare il numero chiuso nelle facoltà di Medicina. In questo manicomio succedono cose da pazzi. Il manicomio della politica italiana.


