Il sindacato si scaglia contro il mancato rinnovo dei contratti per i lavoratori a tempo determinato assunti dal Ministero della Cultura durante l’emergenza. Uil: “Trattati come miseri ingranaggi da usare all’occorrenza. Una pagina vergognosa, pretendiamo la stabilizzazione immediata”
Nella nota stampa Franco Villani Coordinatore Territoriale UIL-PA MIC e Domenico D’Onchia RSU UIL-PA Museo Nazionale MArTA denunciano il mancato rinnovo dei contratti per i lavoratori assunti dal Mic durante l’emergenza Covid: “Quasi sei anni – spiegano – in cui il mondo ha conosciuto uno sconvolgimento senza precedenti, capace di mettere in dubbio tutte le nostre speranze in un futuro più luminoso. Eppure, non sono stati sufficienti al Ministero della Cultura per riconoscere, con una giusta e doverosa stabilizzazione, l’enorme impegno e la grande professionalità dei lavoratori a tempo determinato che hanno prestato servizio a beneficio dell’intera collettività”.
Questa la denuncia: “Oggi, il Ministero ha pensato bene di rispedirli a casa e di non rinnovare i loro contratti, dimostrando nei fatti che queste persone sono state assunte solo per tappare situazioni emergenziali. È una pagina vergognosa della nostra storia, un’onta all’immagine di uno Stato che si definisce giusto e democratico, nonché un’offesa imperdonabile alla meritocrazia”.
Il Coordinamento Territoriale Uil-Pa MIC e la RSU del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), direttamente interessati dal fenomeno, si fanno fieri portavoce di questa battaglia: “Non è possibile cancellare con un colpo di spugna il lavoro eccellente svolto dai precari per il nostro Museo; un impegno andato spesso ben oltre quanto concretamente richiesto dal contratto. In questi anni abbiamo conosciuto non solo validi colleghi, ma amici e confidenti che hanno arricchito la nostra struttura. E adesso, dove sono? Cosa fanno Dobbiamo forse aspettare un’altra pandemia per riaverli tra noi? O magari un terremoto? Alle logiche spersonalizzanti, che vedono i lavoratori come miseri ingranaggi da usare alla bisogna, la Uil-Pa non ci sta”.
Per questo motivo i sindacalisti denunciano, con forza, questa “inaccettabile” situazione: “Pretendiamo un’immediata stabilizzazione. E’ il minimo che lo Stato possa e debba fare per i nostri colleghi. Alle logiche puramente economiche, che considerano queste persone solo come buste paga in meno da erogare, la Uil-Pa non ci sta. Alle logiche miopi e apatiche di chi non si interessa del futuro di queste famiglie e delle loro necessità, la Uil-Pa non ci sta!” concludono.


