di Angelo Nasuto
Da domani un viaggio in oltre un secolo di storia dalla seconda metà dell’ Ottocento agli anni ’70 del Novecento
L’importanza della formazione come atto creativo. È questo il cuore pulsante della mostra che sarà di scena al liceo De Ruggieri di Massafra, da domani presso il plesso Convertino di via Carducci. Un percorso espositivo che attraversa oltre un secolo di storia dell’arte italiana (dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento) attraverso lo sguardo di sette giganti nati in Puglia. La mostra non si limita a celebrare la bellezza estetica delle opere, ma pone l’accento su un aspetto spesso trascurato della biografia d’artista: il valore dell’Accademia. I protagonisti scelti, che sono Gioacchino Toma, Giuseppe Casciaro, Vincenzo Ciardo, Emilio Notte, Ercole Pignatelli, Fernando De Filippi e Nicola Carrino, rappresentano l’incarnazione perfetta dell’intellettuale artista che, dopo essersi formato con rigore nelle scuole d’arte, ha scelto di restituire quel sapere alle nuove generazioni, ricoprendo ruoli di prestigio nelle più importanti Accademie di Belle Arti d’Italia. Le opere sono parte della collezione SIGNUM.
Il viaggio cronologico parte dall’intimo lirismo di Gioacchino Toma (Galatina, 1836), artista virtuoso e amatissimo docente a Napoli, la cui pittura intrisa di malinconia apre la strada a una modernità del sentimento. Accanto a lui Giuseppe Casciaro (Ortelle, 1861), maestro indiscusso del pastello che portò la solarità del paesaggio meridionale nelle aule dell’Accademia napoletana. Il novecento si apre con la sintesi pittorica di Vincenzo Ciardo (Gagliano del Capo, 1894) che rinnova il paesaggio attraverso una luce spirituale e moderna, e la forza dirompente di Emilio Notte (Ceglie Messapica, 1891) il quale segna profondamente la storia della formazione artistica come storico direttore dell’Accademia di Napoli, formando generazioni di artisti. La sezione dedicata al secondo dopoguerra e agli anni ’70 documenta la rottura degli schemi tradizionali. Ercole Pignatelli (Lecce, 1935) porta in mostra il suo universo onirico e surreale, mentre il percorso approda al rigore concettuale e sociale di Fernando De Filippi (Lecce, 1940), già direttore dell’Accademia di Brera, e alla ricerca geometrico-spaziale di Nicola Carrino (Taranto, 1932), che con i suoi lavori ha ridefinito il concetto spazio presso l’Accademia di Roma.
Questa esposizione illustrata dallo storico dell’Arte Andrea Fiore, con la preziosa collaborazione di Nicola Sammarco e Angelo Peluso, artisti ed illustratori del nostro territorio, nasce per dimostrare che l’artista non è un’isola: gli autori hanno vissuto l’Accademia come un luogo di resistenza culturale e di evoluzione. Essere stati alunni nelle scuole d’arte pugliesi e poi essere diventati docenti nei grandi centri come Napoli, Roma o Milano, testimonia una continuità di pensiero che ha permesso all’arte pugliese di parlare un linguaggio universale.


