Dopo il videomessaggio diffuso sui social, arriva la lettera aperta dei docenti dell’istituto Alberghiero “Mediterraneo” di Pulsano
In questi giorni, un videomessaggio, diffuso sui social, ha raccontato la vicenda di uno studente con disabilità non ammesso alla classe successiva presso l’istituto Alberghiero “Mediterraneo” di Pulsano.
I docenti di sostegno, intervengono in merito con una lettera aperta per “offrire un chiarimento pubblico, a tutela della verità, dell’impegno quotidiano di noi docenti e della serenità della nostra comunità scolastica”
Gli insegnanti dicono di comprendere e condividere “il dolore espresso dalla famiglia, che nasce dall’amore e dalla preoccupazione legittima per il futuro del proprio figlio”
Tuttavia, difendono la scuola che – si legge nel documento – “da modello di inclusione, come comprovato dal numero alto e sempre crescente di studenti iscritti con bisogni educativi speciali, è stata gettata nel tritacarne mediatico che esprime giudizi e sentenze sommarie senza essere a conoscenza dei fatti. Abbiamo operato con la professionalità, l’impegno e l’attenzione di sempre che tantissime famiglie ci riconoscono, con attestazioni continue di stima, gratitudine e affetto, anche a percorso scolastico concluso. – si difendono i docenti – Ci preme sottolineare che nel nostro team docenti vi sono anche genitori di ragazzi con disabilità che, come si può ben comprendere, vivono quotidianamente – come tutta la comunità educante – l’inclusione come amore anche sul posto di lavoro. Proprio per questo, ci addolora che l’intero istituto venga oggi descritto in modo distorto, utilizzando uno strumento mediatico improprio rispetto alla tutela della privacy e della dignità di tutti i soggetti coinvolti.”
Poi aggiungono: “Operiamo con dedizione in una scuola che cerca sempre di essere scuola, portatrice di consapevolezza della propria unicità, nella bellezza di essere inclusiva anche nella non ammissione, che non coincide in alcun modo con un fallimento. Con quella costante voglia di far comprendere anche ad un genitore, proiettato in un ideale, che il proprio figlio è bellissimo per quel che è, non per quello che si vorrebbe fosse.”
Poi chiariscono un aspetto spesso oggetto di fraintendimenti. “Negli Istituti secondari di secondo grado gli studenti con disabilità possono seguire una programmazione differenziata, in accordo con la famiglia, che contribuisca allo sviluppo delle abilità funzionali all’inclusione scolastica, sociale e lavorativa. Tale percorso differenziato, che si conclude con il conseguimento di una certificazione delle competenze acquisite, talvolta non viene accettato dalle famiglie e la scuola è obbligata a valutare lo studente non solo per i suoi progressi e per l’impegno profuso, ma sulla base del raggiungimento degli obiettivi previsti dai nuclei fondanti delle discipline. Questa distinzione – spiegano – non nasce da una logica escludente, ma da un principio di equità: ogni studente ha diritto a un percorso che lo valorizzi per ciò che è, evitando frustrazioni o traguardi irraggiungibili. La scuola ha il compito di accompagnare ogni alunno verso il proprio futuro, con realismo, rispetto e cura. Nel nostro modo di operare c’è la costante ricerca del confronto, del dialogo e della condivisione, tra docenti del Consiglio di Classe, Dirigenza e ogni singola famiglia. Per questo, crediamo fermamente che la sede naturale per affrontare questi temi resti quella istituzionale, dove ciascuna parte può esprimersi nel rispetto reciproco.”
Infine concludono: “Con determinazione e responsabilità, continueremo a camminare accanto a ciascuno dei nostri studenti, affinché la scuola resti un luogo di crescita autentica, dove ogni persona possa sentirsi accolta, valorizzata e accompagnata nel proprio unico e prezioso percorso di vita. Cogliamo l’occasione per esprimere massima stima e gratitudine alla nostra Dirigente Scolastica che, quotidianamente, si impegna con passione e competenza per garantire il benessere di ogni singolo studente del nostro Istituto.”