“Non abbiamo tolto soldi ai servizi: non toccate né borse di studio, né trasporti”
“I costi della sanità crescono più rapidamente del fondo sanitario nazionale. Questo lo dice la Corte dei Conti. Nel 2025 la spesa effettiva è stata di 141 miliardi che ha superato i fondi dello Stato che sono di 136 miliardi. È vero che sono di più di quelli dell’anno precedente, ma non coprono i costi”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, nel suo intervento che ha chiuso dopo oltre cinque ore il Consiglio regionale monotematico sul tema della sanità.
“Se c’è un disavanzo c’è anche nelle altre regioni. Le Regioni in disavanzo nel 2024, e sono dati certificati, sono Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Abruzzo, Emilia Romagna, Sardegna, Puglia. Tra le cause più evidenti – ha spiegato Decaro – la spesa farmaceutica che è cresciuta del 23,5% in tre anni, dal 2022 al 2025, e non lo dico io ma l’Aifa”.
“La situazione per il futuro non è rosea per noi e per le altre regioni italiane e ne dobbiamo prendere atto. Noi – ha sottolineato – abbiamo fatto una scelta di aumentare l’Irpef a chi se lo poteva permettere. Non abbiamo aumentato a tutti”.
Durante l’intervento del presidente ci sono stati momenti di tensione e richiamo della presidenza del Consiglio quando dai banchi dell’opposizione sono stati esposti manifesti con slogan ‘Antonio Decaro = + tasse’.
“Quest’anno – ha continuato il presidente – il disavanzo è aumentato a tutti. Noi abbiamo tagliato 107 milioni che è il 10% della spesa fuori dalla sanità senza toccare i servizi. Non è vero che abbiamo tolto i soldi ai servizi. Non abbiamo toccato né borse di studio, né trasporti. Non abbiamo aumentato a tutti le tasse”. “Anche la prospettiva delle liste d’attesa – ha concluso Decaro – non è semplicissima. In queste ore porteremo delle delibere che dopo la fase sperimentale ci porteranno a trovare soluzioni strutturali. Io metterò tutto il coraggio di cui sono capace e spero di trovare in questo Consiglio regionale molti coraggiosi”. (Ansa)



