Riportiamo per intero la nota del consigliere regionale, dopo il caso di una paziente tarantina che ha atteso tre anni per un intervento chirurgico
«La storia di una cinquantenne tarantina costretta ad attendere tre anni per un intervento chirurgico urgente e obbligata a salvarsi pagando una clinica privata, rappresenta l’ennesima fotografia drammatica del collasso della sanità pugliese. Una vergogna inaccettabile – ha dichiarato il Consigliere Regionale Antonio Paolo Scalera, Segretario della Commissione Sanità -. Tre anni durante i quali una donna ha convissuto con una patologia invalidante nell’angoscia e nell’abbandono totale da parte della sanità pubblica. E la chiamata dall’ospedale SS Annunziata del capoluogo jonico arriva soltanto qualche giorno fa, quando ormai la paziente si era già curata da sola, pagando di tasca propria. È questa la sanità che il governo regionale pugliese racconta come efficiente? È questa la “riduzione delle liste d’attesa” sbandierata nei comunicati e nelle conferenze stampa? La verità è sotto gli occhi di tutti: la sanità pugliese è al collasso. Il caso della paziente tarantina non è un episodio isolato, ma il simbolo di tantissimi pugliesi che ogni giorno rinunciano alle cure, si indebitano o emigrano per potersi curare in tempi dignitosi. Chi ha disponibilità economiche riesce a salvarsi rivolgendosi al privato. Chi non può permetterselo resta ostaggio di liste d’attesa infinite. È una discriminazione sociale intollerabile che calpesta il diritto costituzionale alla salute. Dopo vent’anni di governo della sinistra in Puglia – ha proseguito Scalera -, il risultato è devastante: ospedali depotenziati, personale insufficiente, pronto soccorso al limite del collasso, cittadini abbandonati e un deficit sanitario mostruoso che si attesa sui 350 milioni di euro. E adesso arriva anche la beffa finale: saranno proprio i pugliesi a pagare il prezzo di questo fallimento attraverso l’aumento delle tasse regionali. Famiglie, lavoratori, pensionati e imprese dovranno mettere mano al portafoglio per coprire i buchi provocati da una gestione irresponsabile e fallimentare.
Oltre al danno, la beffa. È inaccettabile che i cittadini paghino più tasse ricevendo in cambio meno servizi, meno assistenza e meno diritto alla cura. Il governo regionale dovrebbe chiedere scusa ai pugliesi invece di continuare a nascondersi dietro la propaganda. La dignità dei cittadini viene prima delle passerelle politiche e degli slogan elettorali. Come consigliere regionale continuerò a denunciare con forza questo sistema ormai allo sbando e a battermi affinché la sanità pugliese torni ad essere pubblica, efficiente e accessibile a tutti, non solo a chi può permettersi di pagare. In merito alla vicenda della paziente tarantina – ha concluso Scalera – ho depositato una interrogazione urgente all’assessore regionale alla sanità per chiedere di accertare eventuali responsabilità.”



