Secondo fondi sindacali, l’imbarcazione anche questa volta sarebbe giunta nella città ionica per caricare circa 30mila tonnellate di petrolio destinate ad Israele
Nella mattina di oggi, lunedì 3 novembre, è approdata al porto di Taranto la nave Seasalvia nonostante le proteste dei comitati locali. Secondo fondi sindacali, l’imbarcazione anche questa volta sarebbe giunta nella città ionica per caricare circa 30mila tonnellate di petrolio destinate ad Israele. Nel pomeriggio di ieri, si è svolto il presidio organizzato da Taranto per la Palestina con l’obiettivo di bloccare l’attracco.
“La nave Sealsavia è incaricata di caricare 30mila tonnellate di greggio destinate all’aviazione dell’offensiva sionista. – Afferma il gruppo attraverso un post sui social – Il 26 ottobre, nonostante la mobilitazione cittadina, Eni e le autorità portuali hanno già consentito un’operazione analoga, ignorando la voce della società civile e scegliendo consapevolmente di rendere Taranto complice del genocidio in corso”.
Nelle scorse settimane, gli attivisti hanno consegnato alle autorità, alla Questura di Taranto, alla Capitaneria di Porto e all’Autorità Portuale un documento dove si chiedeva di interrompere ogni rapporto con Israele e bloccare tutte le imbarcazione che giungono nel porto ionico dirette verso quelli israeliani.
Crediti foto: Profilo Facebook Taranto per la Palestina


