La Corte d’Appello di Lecce ha giudicato il suo licenziamento illegittimo e ha disposto il pagamento di tutte le mensilità arretrare
Licenziato nel 2023 per essersi addormentato sul posto di lavoro, Francesco Rucci è stato reintegrato dalla Corte d’Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, che ha giudicato il suo licenziamento illegittimo e disposto il pagamento di tutte le mensilità arretrate.
“Io ho sempre creduto nelle Istituzioni e nella giustizia e ho deciso di andare avanti nella causa con l’azienda”, ha dichiarato Rucci, che dopo aver ottenuto inizialmente solo un risarcimento economico ha scelto di proseguire il contenzioso legale.
Con l’assistenza degli avvocati Francesco Di Natale e Antonia Giannella, Rucci ha ottenuto, dopo tre anni, non solo il reintegro, ma anche il pagamento di tutti gli emolumenti arretrati. “Dopo aver presentato una serie di osservazioni ai responsabili aziendali – racconta Rucci al Corriere del Mezzogiorno – sono stato trasferito a un’altra mansione, lavorando da solo in una stanza con orario spezzato. Ricordo perfettamente il giorno in cui ho avuto un capogiro, ho chiuso gli occhi per una decina di minuti e mi sono assopito. Poi mi hanno licenziato.”
Il ricorso di Rucci ha fatto leva sul principio della proporzionalità delle sanzioni disciplinari stabilito dalla Cassazione: una punizione non può essere più grave della mancanza commessa. Per questo motivo, la corte ha stabilito che il reintegro fosse la soluzione adeguata.
“Oggi non parlo solo da lavoratore reintegrato, ma da cittadino che ha resistito a un’ingiustizia durata quasi tre anni. Ringrazio la mia famiglia, gli amici, i colleghi e i miei avvocati”, ha detto Rucci, aggiungendo una critica alla mancata tutela del sindacato: “Non posso tacere la totale assenza di un sindacato che non ha difeso né un proprio iscritto né il delegato, arrivando persino a proporre accordi con l’azienda pur di far tacere ciò che stava accadendo. Tornerò al lavoro a testa alta e continuerò a difendere i diritti dei lavoratori senza paura.”


