Sabato 17 ottobre la mobilitazione con partenza da piazzale Democrate. I promotori chiedono la chiusura del polo siderurgico, la bonifica del SIN, tutele per i lavoratori e un nuovo modello di sviluppo per il territorio
“Taranto torna a vivere!”. È questo lo slogan che accompagnerà la manifestazione in programma sabato 17 ottobre, con ritrovo alle ore 16 a piazzale Democrate e partenza del corteo alle 17. Una mobilitazione civica che punta a rilanciare le richieste della comunità tarantina sul diritto alla salute, alla tutela dell’ambiente, al lavoro dignitoso e a un futuro svincolato dalla dipendenza da un modello industriale che, per decenni, ha comportato pesanti costi umani, ambientali e sociali.
Al centro dell’iniziativa c’è la richiesta di un cambiamento radicale, nel segno dei principi costituzionali che tutelano la salute, la dignità della persona, il lavoro e l’ambiente, compresi la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Tra le principali rivendicazioni figura la chiusura del polo siderurgico e la bonifica integrale del Sito di interesse nazionale (SIN) di Taranto, insieme a garanzie precise per i lavoratori diretti, dell’indotto e delle imprese in appalto.
La mobilitazione chiede inoltre misure di sostegno alle famiglie in difficoltà, interventi a favore delle imprese locali che assumano lavoratori provenienti dal comparto siderurgico e incentivi per le aziende dell’indotto disponibili ad avviare percorsi di riconversione. Tra le proposte anche una legge speciale per Taranto e la sua provincia, che riconosca il peso dei sacrifici sostenuti dalla comunità e affronti le disuguaglianze sociali, la perdita di posti di lavoro e le conseguenze sanitarie dell’inquinamento.
Ampio spazio è riservato alla sanità. I promotori chiedono il potenziamento dei reparti di oncologia e oncoematologia pediatrica, un sostegno concreto alle famiglie costrette a spostarsi fuori città per curarsi e l’attivazione di programmi permanenti di screening e sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti agli inquinanti.
Riconversione e nuove opportunità occupazionali rappresentano un altro asse centrale delle richieste degli organizzatori. L’obiettivo è avviare un confronto permanente tra soggetti pubblici e privati, coinvolgendo scuole, università, ITS, centri di ricerca, imprese e istituzioni. Tra i settori indicati per costruire un nuovo modello di sviluppo figurano la conoscenza, la formazione, la ricerca, l’innovazione, l’economia del mare, l’agroalimentare e le energie rinnovabili.
La richiesta comprende anche investimenti nelle infrastrutture e nella logistica, il potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali e percorsi di riqualificazione professionale per i lavoratori. Un aspetto, quest’ultimo, su cui i promotori pongono particolare attenzione: la formazione dovrà essere avviata durante i periodi di sostegno al reddito, senza attendere la conclusione degli ammortizzatori sociali.
La manifestazione prevede anche misure per favorire l’accessibilità e la partecipazione. Saranno presenti interpreti della Lingua dei Segni Italiana (LIS), ausili per la mobilità, il supporto di Taranto in Calessino, volontari e kit di cura.
I promotori definiscono l’iniziativa una mobilitazione civica, libera da appartenenze e rappresentanze partitiche e sindacali che abbiano sostenuto la continuità produttiva del polo siderurgico. La partecipazione è aperta a tutte le cittadine e a tutti i cittadini, nel rispetto delle rivendicazioni e degli obiettivi contenuti nel documento politico che accompagna l’iniziativa. Tra i sostenitori della manifestazione figura anche il professor Tomaso Montanari, al quale gli organizzatori rivolgono un ringraziamento per il sostegno espresso.



