Sabato la manifestazione da piazzale Democrate a piazza Maria Immacolata. I promotori chiedono la chiusura del polo siderurgico, bonifiche e un piano di riconversione per il territorio
Taranto torna in piazza per rivendicare un futuro in cui salute, ambiente, lavoro e dignità non siano più diritti contrapposti. Sabato 17 ottobre è in programma la manifestazione “Taranto torna a vivere”, una mobilitazione organizzata da Onda del Futuro e che punta a riportare al centro del dibattito pubblico il futuro della città e dell’intera provincia, chiedendo un nuovo modello di sviluppo fondato sulla tutela della salute, sulla riqualificazione del territorio e sulla creazione di nuove opportunità occupazionali. Il concentramento è fissato alle ore 16 in piazzale Democrate. Il corteo partirà alle 17 per raggiungere piazza Maria Immacolata, dove è previsto un momento di Open Mic, con interventi aperti ai partecipanti.
La manifestazione arriva a pochi giorni dall’udienza del 20 ottobre, quando la Corte di Cassazione sarà chiamata a pronunciarsi sul decreto del Tribunale di Milano. Una scadenza che, secondo i promotori, rafforza la necessità di riportare all’attenzione pubblica le conseguenze ambientali, sanitarie e sociali del modello industriale che ha segnato Taranto per decenni.
Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di poter decidere il futuro del territorio attraverso un percorso di trasformazione che metta al primo posto la salute pubblica, la bonifica delle aree contaminate, il lavoro dignitoso e la riconversione economica e sociale.
Le rivendicazioni degli organizzatori partono dalla chiusura del polo siderurgico, accompagnata dall’avvio di un percorso concreto di decontaminazione, bonifica e riconversione delle aree industriali. A questa si affianca la richiesta di risanare l’intero Sito di interesse nazionale (SIN) di Taranto, con tempi definiti, risorse adeguate e responsabilità chiaramente individuate.
Tra gli obiettivi indicati anche un intervento straordinario dello Stato a favore di Taranto e della sua provincia. Le risorse, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbero tradursi in investimenti strutturali nella sanità pubblica, nei servizi, nella tutela ambientale, nella conoscenza e nella qualità della vita.
Un altro punto riguarda la necessità di costruire un piano per il futuro della città parallelamente ai processi di chiusura e bonifica. Formazione, ricerca, innovazione, sviluppo di nuove competenze e riqualificazione professionale dei lavoratori sono indicati come strumenti essenziali per accompagnare la trasformazione del sistema produttivo e creare nuove prospettive occupazionali.
L’obiettivo dichiarato è superare un modello di crescita ritenuto non più sostenibile e promuovere un’economia capace di attrarre nuove attività, generare lavoro e offrire opportunità alle giovani generazioni. La mobilitazione del 17 ottobre si propone così di dare voce alla richiesta di una prospettiva diversa per Taranto: un futuro in cui sviluppo economico, tutela ambientale e diritti sociali possano procedere insieme.



