Il Coordinamento Sanità Privata, Federazione di Taranto, ha inviato una missiva alla premier Meloni, al presidente Decaro, all’assessore Pentassuglia, al direttore dell’Asl e all’amministratore unico di Sanitaservice Taranto, Bavaro e Pulito, nonché al direttore del S.E.T. 118 Balzanelli per affrontare la problematica su una figura così centrale
Il Coordinamento Sanità Privata USB, Federazione di Taranto, ha inviato una missiva alla premier Meloni, al presidente Decaro, all’assessore Pentassuglia, al direttore dell’Asl e all’amministratore unico di Sanitaservice Taranto, Bavaro e Pulito, nonché al direttore del S.E.T. 118 Balzanelli. L’invio della lettera è stato reso necessario dall’esigenza di richiamare attenzione sul tema della sicurezza, e soprattutto sulle gravi carenze cui sono quotidianamente esposti gli operatori del servizio di Emergenza/Urgenza: “Le ultime aggressioni – spiega Simona Laliscia del Coordinamento Sanità Privata USB Taranto – purtroppo non episodi isolati, che hanno visto vittime infermieri e autisti/soccorritori impegnati durante gli interventi, evidenziano un sistema che non tutela chi a sua volta tutela la vita dei cittadini. Gli operatori salgono sulle ambulanze sapendo di correre rischi per la loro incolumità, senza presidi adeguati e senza protocolli efficaci di intervento”.
Pertanto, USB ha chiesto l’istituzione di tavoli tecnici sinergici. In particolare, un confronto immediato tra Regione, Prefettura, ASL, S.E.T. 118, Sanitaservice e sindacati per individuare soluzioni concrete, protocolli operativi congiunti con le forze dell’ordine, con l’attivazione di procedure standardizzate per la gestione degli interventi a rischio. Va certamente scardinato il sistema pericoloso di cui parliamo, con la presenza e controlli capillari, codici di intervento dedicati e collegamento diretto 118-Forze dell’Ordine nei casi segnalati. Ancora, l’Unione sindacale di Base chiede il riconoscimento della figura dell’autista/soccorritore, una figura professionale con responsabilità altissime. Non può continuare a figurare in un limbo che non gli dà alcun inquadramento e la tutela adeguata e l’erogazione della indennità di rischio.
Il personale Sanitaservice impegnato nell’Emergenza Urgenza 118 opera in condizioni di rischio oggettivo, quotidiano e documentabile. Ad oggi, tale indennità non viene percepita: “È una disparità inaccettabile – prosegue Laliscia – rispetto ad altri comparti, e va sanata immediatamente. Non possiamo più accettare che la sicurezza degli operatori sia trattata come variabile dipendente. Ogni aggressione è una sconfitta per il sistema sanitario pubblico. Pertanto, restiamo a disposizione per convocare il tavolo nel più breve tempo possibile. La tutela di chi salva vite non è negoziabile” conclude così la nota USB.



