Una precisazione, per chi ama le scorciatoie: non esiste alcuna possibilità di ripescaggio per il Taranto. Sono prive di qualsiasi fondamento le voci circolate nelle ultime settimane, proprio in base a quanto recita l’articolo 52 delle Noif al quale ha fatto ricorso la Società per poter essere ammessa, in sovrannumero, al campionato in corso. Tradotto: niente porte di servizio
Tra incastri, calcoli e un pizzico di scaramanzia: il Taranto guarda ai play off. Cinque gol, nessuna sofferenza e qualificazione in tasca. Per il Bisceglie il 5 a 0 rifilato al Luzzi nei quarti della Coppa Italia nazionale di Eccellenza è stato poco più di una sgambatura primaverile. Il passaggio del turno spalanca le porte delle semifinali dove, oltre ai nerazzurri, si sono qualificate Alessandria, Montecchio Gallo e Boreale.
Gli accoppiamenti sono ormai definiti: il Bisceglie affronterà proprio la Boreale, formazione romana che nel proprio campionato veleggia serenamente a metà classifica, con gara di andata e ritorno, la prima in Puglia. Nell’altra semifinale si sfideranno invece Alessandria e Montecchio Gallo, entrambe attualmente prime nei rispettivi campionati regionali.
Fin qui la cronaca. Ma dietro questi risultati si muove un piccolo domino di possibilità che interessa molto da vicino il Taranto. Un domino complicato, pieno di condizioni, quasi una di quelle combinazioni da schedina anni ’80 quando, per vincere, serviva azzeccare anche il risultato della partita giocata su un campo di periferia sotto il diluvio.
Proviamo a mettere ordine. La prima condizione è tanto chiara quanto fondamentale: il Bisceglie non deve vincere il campionato di Eccellenza pugliese, ma chiuderlo al secondo posto. Detto così sembra semplice, ma non lo è affatto. I nerazzurri hanno infatti ancora una gara da recuperare e, soprattutto, non è affatto matematico che il Brindisi riesca a mantenere la vetta fino alla fine.
Se questo primo tassello dovesse andare al suo posto, entrerebbe in gioco la Coppa Italia nazionale. Il Bisceglie dovrebbe arrivare almeno in finale. A quel punto potrebbe addirittura perderla, sì, perdere, purché la vincente sia una tra Alessandria o Montecchio Gallo che, nel frattempo, abbiano conquistato anche il proprio campionato.
In quel caso scatterebbe il meccanismo delle promozioni: il Bisceglie verrebbe comunque promosso in Serie D e, a cascata, si aprirebbero i play off regionali pugliesi, che verrebbero disputati indipendentemente dal distacco in classifica. Qui entrerebbe in scena il Taranto.
Con lo “slittamento” delle posizioni, ai play off parteciperebbero le squadre classificate dal terzo al sesto posto. Oggi significherebbe, con buona probabilità, vedere in campo Taranto e Canosa, con U.C. Bisceglie e Acquaviva a completare il quadro, almeno stando agli attuali valori della classifica.
Le semifinali e la finale regionale si giocherebbero in gara secca di sola andata il 3 e il 10 maggio prossimi. Ma non sarebbe ancora finita. La vincente dovrebbe poi affrontare i play off nazionali, in un triangolare con squadre di Campania e Basilicata, per conquistare, sul campo, la Serie D. Insomma: una strada tutt’altro che semplice. Anzi, un percorso pieno di curve, incroci e semafori.
Il primo, decisivo, resta quello del campionato: il Bisceglie non deve tagliare il traguardo davanti a tutti. Superato questo snodo, magari anche con un pizzico di buona sorte, il cammino del Taranto, considerando la qualità dell’organico e il peso della piazza, potrebbe rivelarsi meno impervio di quanto sembri oggi.
Ma guai a fare troppo affidamento su calcoli e suggestioni. La storia della città, l’attesa per i Giochi del Mediterraneo e la tradizione sportiva rossoblù sono ingredienti importanti, ma nel calcio, soprattutto nei dilettanti, spesso non bastano.
Un’ultima precisazione, per chi ama le scorciatoie: non esiste alcuna possibilità di ripescaggio per il Taranto. Sono prive di qualsiasi fondamento le voci circolate nelle ultime settimane, proprio in base a quanto recita l’articolo 52 delle Noif al quale ha fatto ricorso la Società per poter essere ammessa, in sovrannumero, al campionato in corso. Tradotto: niente porte di servizio.
Se il Taranto vorrà tornare in Serie D, dovrà farlo alla vecchia maniera. Con un po’ di incastri favorevoli, certo. Ma soprattutto vincendo sul campo.


