La finale di ritorno di Coppa Italia regionale, in programma il 5 febbraio al “Ventura” di Bisceglie, assume un peso specifico enorme. Quel gol di vantaggio può valere una stagione intera. Perché la porta di servizio verso la Serie D, attraverso la fase nazionale, resta oggi la strada più concreta per i rossoblù. Nove partite secche, senza l’obbligo degli under, in cui conteranno esperienza, profondità e personalità
Eccellenza Puglia, il tempo delle verità: il Taranto rincorre, il Bisceglie governa. Arrivati alla 25ª giornata, il campionato di Eccellenza Puglia entra nella sua fase più autentica, quella in cui non contano più le proiezioni ma i nervi, la continuità e la capacità di reggere la pressione.
Fin qui non si è scherzato, è vero, ma da ora in avanti ogni punto peserà come un macigno. Gli scontri diretti che attendono le quattro protagoniste, Bisceglie, Brindisi, Canosa e Taranto non saranno semplici partite: saranno sentenze, o quantomeno indirizzi chiari verso il verdetto finale.
Se c’è una squadra che ha costruito con autorevolezza il proprio primato, quella è il Bisceglie. Costante, solido, raramente vulnerabile. I neroazzurri adriatici hanno dato la sensazione, sin dalle prime battute, di sapere esattamente dove andare, lasciando alle inseguitrici il compito, spesso ingrato, di rincorrere. I quattro punti di vantaggio sul Brindisi, secondo, non sono un dettaglio, ma il frutto di una marcia regolare che oggi li pone legittimamente in cima al pronostico.
Dietro, però, il campionato si accende. Perché se il Bisceglie governa, la vera battaglia è alle sue spalle. Il Brindisi ha vissuto momenti di incertezza, il Canosa ha alternato slanci e frenate, il Taranto sta tentando una risalita tardiva, ma significativa, favorita dal ritorno in panchina di Ciro Danucci. Tuttavia, il calcio, specie quello dei dilettanti, non vive di suggestioni, ma di numeri. E i numeri, per il Taranto, raccontano una verità scomoda.
Dodici punti di distanza dalla vetta e otto dal Brindisi, secondo, rappresentano un gap enorme, a questo punto della stagione. Recuperare è possibile solo in teoria; in pratica servirebbe una combinazione di risultati quasi perfetta, propria e altrui. Il calendario non aiuta, perché gli scontri diretti, che per qualcuno sono opportunità, per chi insegue diventano trappole. Ogni pareggio è una mezza sconfitta, ogni passo falso un colpo probabilmente definitivo.
È per questo che il Taranto, più che guardare al campionato, è chiamato a vivere una stagione “a due binari”. La finale di ritorno di Coppa Italia regionale, in programma il 5 febbraio al “Ventura” di Bisceglie, assume un peso specifico enorme. Quel gol di vantaggio può valere una stagione intera. Perché la porta di servizio verso la Serie D, attraverso la fase nazionale, resta oggi la strada più concreta per i rossoblù. Nove partite secche, senza l’obbligo degli under, in cui conteranno esperienza, profondità e personalità.
In campionato, invece, il Taranto rischia di pagare il prezzo di un avvio incerto e di una rincorsa iniziata troppo tardi. Anche lo scontro diretto con il Brindisi, previsto al “Fanuzzi”, alla penultima giornata, potrebbe arrivare quando i giochi saranno già chiaramente indirizzati. A quel punto, più che una sfida promozione, potrebbe essere una partita utile a definire ambizioni residue.
Il vero tema, allora, non è solo chi vincerà il campionato, ma se e come si disputeranno i play off. Il regolamento parla chiaro: distacchi pari o superiori ai sette punti rischiano di cancellare una fase che dovrebbe esaltare la competizione. E oggi, con il Brindisi potenzialmente fuori portata per terza, quarta e quinta, lo scenario di un accesso diretto alla fase nazionale degli spareggi è tutt’altro che remoto.
Ecco perché questo mini torneo dentro il campionato sarà decisivo. Non solo per inseguire il Bisceglie, ma per tenere vivo il campionato stesso. Ridurre le distanze non è più un’opzione: è una necessità sportiva. Perché senza equilibrio, non c’è pathos. E senza pathos, non c’è nemmeno giustizia competitiva.
Il Bisceglie resta il punto di riferimento, la squadra da battere. Ma alle sue spalle si gioca una partita altrettanto feroce: quella per il miglior piazzamento possibile, per strappare vantaggi regolamentari e per non vedere svanire il lavoro di un’intera stagione, in una classifica troppo spaccata. Il tempo delle analisi è finito. Da qui in avanti parlerà solo il campo. E il campo, come sempre, non fa sconti a nessuno.


