Allo stadio Italia si giocherà alle 15 a porte chiuse: conta vincere per tenere aperta la strada dei playoff
Lo stadio Italia di Massafra sarebbe stato pieno come un uovo se, sette giorni fa, non ci fosse stato il turbolento post gara con l’Atletico Acquaviva. L’intervento del giudice sportivo, che ha obbligato il Taranto a giocare a porte chiuse, toglie molto alla sfida di questo pomeriggio alle 15 con la AS Bisceglie. Rossoblù e nerazzurri, terzi contro secondi in classifica, scenderanno in campo da soli e le uniche urla che si potranno ascoltare saranno quelle dei due tecnici, Ciro Danucci e Giuseppe Di Meo, oltre che dei giocatori in campo.
Il Taranto, come oramai accade da settimane a questa parte, ha un solo risultato ed è la vittoria. L’obiettivo è giocare i playoff e per farlo la distanza con chi lo precede non può essere superiore a sette punti. È l’unico modo per tenere aperto uno spiraglio con vista sulla promozione in D. Il minimo sindacale di una stagione, che ha preso una pessima piega. Le due squadre si ritroveranno dopo la finale di Coppa Italia dello scorso 5 febbraio e le polemiche generate dalla esultanza a fine partita, per niente elegante, di Di Meo che ha mostrato davanti alle telecamere due dita medie.
Danucci confermerà il 4-3-2-1 con Mastrangelo tra i pali, linea difensiva composta da Hadziosmanovic, Rizzo (o Konate), Guastamacchia e Sansò, a centrocampo Incerti, Vukoja e Di Paolantonio, in avanti Loiodice, Losavio e Aguilera. Se lo spagnolo non dovesse farcela, toccherebbe a Russo.


