Il ministro dell’Ambiente e sicurezza energetica, Pichetto Fratin: “Sarà finanziato diversamente, è un’operazione complicata e servono certezze”. Il governatore pugliese, Michele Emiliano: “Il Governo si scusi con Taranto”
Il governo Meloni ha annunciato che il miliardo di euro del Pnrr destinato al progetto del preridotto per l’ex Ilva di Taranto è stato spostato sui Fondi di sviluppo e coesione.
“Io per primo ho chiesto lo spostamento – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin in audizione in Commissione Ambiente alla Camera – perchè non c’era la certezza di riuscire a svolgere i progetti entro il giugno 2026. L’operazione sull’idrogeno è complicata, servono certezze”.
Il governo, tuttavia, ha assicurato che il progetto per il preridotto da usare nei forni elettrici non è stato definanziato ma, uscendo dal Pnrr nell’ambito di una generale revisione che ha riguardato una serie di progetti, ha solo cambiato come fonte di finanziamento.
“L’Europa e il mondo si adeguano al futuro mentre noi torniamo indietro. Un miliardo di euro del Pnrr destinato all’Ilva è stato spazzato via e non se ne conosce il motivo – ha commentato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, attraverso un post sulla sua pagina Facebook – Sembra chiaro che Mittal abbia fermato il suo principale competitor europeo a suo completo vantaggio. In meno di 6 mesi tutto è cambiato e sembra che il governo non abbia visione della politica economica ed industriale del Paese, nè tantomeno del futuro dell’ambiente e delle persone”.
“Ancora una volta – prosegue il governatore pugliese – una sconfitta a tutto campo del governo che dovrebbe chiedere scusa alle mamme, ai papà e ai bambini di Taranto”.
Per Emiliano il governo Meloni è “vicino alla privata Mittal che, continuando ad inquinare e a sovrapprodurre, aprirà un varco verso nuove infrazioni tornando al punto di partenza. Una maledizione a discapito dei cittadini e delle cittadine di Taranto. Il percorso dell’ex Ilva verso una transizione con l’uso delle fonti rinnovabili e verso una acciaieria green era già in atto e aveva già ottenuto le autorizzazioni necessarie per l’utilizzo del gas al posto del
carbone”.


