Ad un esame più attento si sarebbe riscontrato che la legge non reggeva da un punto di vista giuridico ed è stata eliminata
I soldi per Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, l’ex Ilva, ci sono: 150 milioni. Non c’e’ invece la norma che avrebbe dovuto proteggere la futura vendita della società da un eventuale esito favorevole ad ArcelorMittal della battaglia legale che la multinazionale ha intrapreso contro l’amministrazione straordinaria e la dichiarazione dello stato di insolvenza. La norma, una sorta di scudo, era apparsa nella mattinata di ieri nella bozza del dl, poi, nel testo licenziato in serata dal Consiglio dei ministri, e’ stata tolta.
Questa particolare protezione l’aveva chiesta, a quanto pare, il ministero dell’Economia, ma ad un piu’ attento esame si sarebbe riscontrato che non reggeva dal punto di vista giuridico. E cosi’ e’ stata eliminata. Ma potrebbe tornare nelle prossime settimane, quando il dl Agricoltura andra’ in Parlamento per la conversione in legge. Il Mimit potrebbe rielaborare la norma e ripresentarla. Ma inizialmente cosa era stato previsto al riguardo? Che “nel caso in cui la vendita e’ dichiarata nulla o annullata, in conseguenza di vizi degli atti della procedura di amministrazione straordinaria o del procedimento di vendita, gli effetti della vendita restano fermi nei confronti dell’acquirente e il risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente”.
In sostanza, qualora Mittal vincesse la battaglia legale (tuttora in piedi, poiche’ il 12 giugno, al Tribunale di Milano, e’ in calendario una seconda udienza per lo stato di insolvenza di AdI Holding dopo quello gia’ dichiarato per AdI spa), il compratore di Acciaierie non perderebbe alcunche’. La vendita non sarebbe dichiarata nulla ma farebbe il suo corso. E il ricorrente Mittal verrebbe solo indennizzato con un risarcimento. (AGI)


