“Positivo il ruolo dell’Unione delle Province d’Italia. Occorre sciogliere i nodi pratici e fare in fretta verso il piano strategico, recependo le indicazioni dei territori interessati”
Importante appuntamento tecnico quest’oggi organizzato dall’Unione delle Province d’Italia, in relazione al tema della istituzione della Zona Economica Speciale unica e della redazione del suo piano strategico, quest’ultimo riferibile agli otto territori individuati dal Governo e ricadenti nelle Regioni del Mezzogiorno, che stanno selezionando le filiere da valorizzare ed internazionalizzare. Alla riunione ha partecipato anche il Presidente della Provincia di Taranto Rinaldo Melucci, che ha potuto portare un contributo pratico sui lavori svolti dalla comunità ionica sino ad oggi nel contesto Zes.
I rappresentanti dell’Upi, a seguito dell’illustrazione generale offerta dai componenti tecnici della Struttura di missione del Ministero per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, nonché della discussione sugli strumenti previsti dai Decreti Coesione e Sud, hanno sollecitato uno stretto raccordo con i territori e gli Enti locali in relazione ai contenuti del piano strategico, atteso in approvazione per la fine del prossimo mese di luglio.
Angelo Caruso, vicepresidente di Upi, Piero Antonelli, direttore generale dell’Unione, e gli altri presidenti delle province meridionali hanno lanciato un ulteriore invito in relazione ai temi delle infrastrutture funzionali alla Zes unica e dei fabbisogni degli uffici provinciali interessati dalle procedure delle conferenze unificate.
“Lieti del coinvolgimento di Upi, che può offrire un efficace coordinamento delle azioni di rimodulazione e ripartenza della Zes unica, oltre che di orientamento alle direttrici di sviluppo del piano strategico per i singoli territori coinvolti. – Afferma il Presidente della provincia Melucci – Ci siamo premurati di trasmettere ai Commissari straordinari una riflessione su alcuni nodi irrisolti: dai corridoi doganali, alle aree sotto disciplina Sin, dall’armonizzazione degli incentivi locali ad una promozione univoca all’estero e sui mercati dello strumento Zes, fino a giungere al funzionamento dello sportello unificato per il sistema di imprese.
Se ben congegnata e gestita a regime la Zes unica può rappresentare un elemento di svolta per l’economia del Mezzogiorno, per il rilancio internazionale dell’intero Paese e finanche per la transizione in chiave innovativa e sostenibile dei modelli produttivi di territori sensibili come Taranto. -Conclude- Ora bisogna però affrettarsi a varare il piano strategico e dirimere gli aspetti generalisti o controversi dal punto di vista amministrativo ed operativo.”



