di Francesca Leoci
Il capoluogo ionico al terzo posto nazionale per intensità del calore. Foggia la città pugliese più colpita dai cambiamenti climatici con +2,3 gradi in 50 anni. La situazione migliora lungo la costa, ma preoccupa l’aumento delle “notti tropicali”
Il rialzo termico degli ultimi anni, in Puglia, è ormai un dato di fatto. Un clima sempre più caldo e imprevedibile, con conseguenze dirette sull’economia locale e sulla vita quotidiana. I dati confermano una tendenza che sembra destinata a proseguire, con misure di prevenzione e adattamento diventano sempre più necessarie. Nella classifica nazionale per intensità del caldo, Foggia si posiziona all’ottavo posto tra le città più impattate negli ultimi cinquant’anni. È quanto emerge dall’ultimo rapporto realizzato da iLMeteo.it per il Corriere della Sera, che ha analizzato otto parametri climatici dal 1975 al 2024.
Il capoluogo dauno ha registrato un aumento della temperatura media annuale di 2,3 gradi, seguito da Barletta (+2 gradi), Bari (+1,8), Taranto (+1,7), Lecce (+1,4) e Brindisi (+1,2). La situazione appare più critica nelle zone interne, mentre le città costiere beneficiano ancora dell’effetto mitigante del mare.
Particolare preoccupazione destano le cosiddette “notti tropicali”, con temperature minime che non scendono sotto i 20 gradi. Foggia guida anche questa classifica a livello regionale, posizionandosi settima in Italia con 57 notti tropicali aggiuntive rispetto al periodo iniziale di rilevazione.
Le misure a tutela dei lavoratori
Per fronteggiare l’emergenza, la Regione Puglia ha varato nuove misure di tutela, tra cui il divieto di lavoro all’aperto nelle ore più calde (12:30-16:00) per i settori più esposti come agricoltura ed edilizia. Il provvedimento, in vigore fino al 31 agosto 2025, prevede anche maggiori pause e sorveglianza sanitaria per i lavoratori più vulnerabili.
“La situazione della Puglia è caratterizzata da un forte impatto nell’entroterra, che si attenua lungo la costa”, spiega Lorenzo Tedici, meteorologo di iLMeteo.it, che suggerisce come soluzione la piantumazione di alberi per mitigare sia le alte temperature sia l’intensità delle precipitazioni.