Il Pd Ionico chiede al sindaco di riflettere sulla sua decisione. “Taranto ha ancora molto lavoro da fare, e ha bisogno di guide stabili e di istituzioni forti, capaci di affrontare con serietà e coesione le grandi sfide ambientali, sociali ed economiche che la attendono”
Dopo le dimissioni del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, giunte a seguito dell’incontro con le associazioni e i movimenti ambientalisti, non sono mancate le reazioni dei rappresentanti della politica tarantina.
Attraverso le dichiarazione di Anna Filippetti e di Giuseppe Tursi, Segretario provinciale e cittadino del Partito Democratico, è stato espresso il rammarico per la decisione del primo cittadino. “Riteniamo indispensabile sottolineare la gravità degli episodi di violenza verbale e fisica che si sono verificati durante un incontro pubblico con alcune associazioni ambientaliste. – Si legge nella nota – Il dialogo è uno strumento prezioso, anche e soprattutto quando le posizioni sono differenti. La città di Taranto ha bisogno di costruzione, non di fratture; di confronto costruttivo, non di contrapposizione violenta.
In questo momento difficile, il Partito Democratico si unisce a quanti chiedono al Sindaco di riflettere sulla sua scelta e valutare la possibilità di ritirare le dimissioni, riprendendo il cammino amministrativo. Taranto ha ancora molto lavoro da fare, e ha bisogno di guide stabili e di istituzioni forti, capaci di affrontare con serietà e coesione le grandi sfide ambientali, sociali ed economiche che la attendono.
Invitiamo tutti i soggetti politici, associativi e civici a un clima di rispetto e responsabilità. – Concludono Filippetti e Tursi – Solo così si potrà ricostruire un dialogo autentico, nell’interesse esclusivo della comunità tarantina.”
Anche il Movimento Unire Taranto ha espresso la propria solidarietà a Piero Bitetti. “Pur nella diversità delle opinioni e nella legittimità della protesta, riteniamo inaccettabile che il confronto politico e democratico venga sostituito da atteggiamenti intimidatori e pratiche di delegittimazione personale. Una condizione di inagibilità politica che deve far riflettere chiunque abbia a cuore la tenuta democratica delle istituzioni . – Affermano Ci auguriamo che le dimissioni possano rientrare e che si possano creare, in tempi brevi, le condizioni per un confronto istituzionale più maturo e rispettoso”.
I rappresentati locali e regionali di Demos auspicano in un ripensamento del primo cittadino “affinchè possa proseguire il cammino avviato con coerenza, senso istituzionale e attenzione ai processi partecipativi. – Si legge nella nota – La fase di ascolto, già avviata e da completare, rafforza il valore del dialogo e l’importanza di costruire decisioni condivise, consapevoli e trasparenti.” Il gruppo politico ha poi confermato il proprio impegno al fianco del sindaco nella speranza che possa continuare a guidare la città in questo processo di transizione ambientale, culturale ed istituzionale, con fermezza e apertura.
Non è mancato l’intervento sulla questione di Europa Verde. “Siamo al suo fianco, non per schieramento, ma per senso di responsabilità. Gli abbiamo chiesto coraggio, visione e ascolto. Lo ha già fatto dando il parere negativo all’AIA. – Affermano – Ora auspichiamo che il Sindaco torni sui suoi passi, dopo un momento di umana stanchezza fisica e psicologica, ed affronti il passaggio sull’accordo di programma di Urso, un accordo senza valutazioni ambientali e sanitarie senza bonifiche e soluzioni occupazionali, che va rigettato al mittente senza alcun tipo di pressioni da Roma i da Bari.
Ma siamo anche al fianco di una città che chiede risposte. – Prosegue la nota – Riconosciamo e rispettiamo la mobilitazione di chi oggi protesta, di chi rivendica con forza il diritto alla salute, alla dignità, al futuro. È una protesta che ha radici profonde, che non può e non deve essere ignorata. Ma riteniamo fondamentale tenere lontani provocatori e seminatori di odio, che nulla hanno a che vedere con una battaglia civile e legittima.”
Dura la replica delle opposizioni. Per Francesco Battista, segretario cittadino della Lega Taranto, un sindaco non può dimettersi alla prima difficoltà. “Pur esprimendo solidarietà personale per gli attacchi ricevuti, che condanniamo senza riserve, riteniamo doveroso fare una valutazione politica: chi si candida a guidare una città complessa e piena di emergenze come Taranto non può pensare di abbandonare il proprio ruolo alla prima contestazione. – Affermano – Dimettersi subito dopo una protesta, seppur accesa, trasmette un’immagine di debolezza istituzionale e pone un serio interrogativo sulla tenuta ed affidabilità del primo cittadino. Una figura che si mostra vulnerabile di fronte alla pressione perde inevitabilmente autorevolezza”.
“Bitetti prima di passare la palla al Consiglio Comunale avrebbe dovuto dire qual’era la posizione della sua maggioranza. – Ha affermato in una nota l’esponente di Fratelli d’Italia, Giampaolo Vietri – Sono loro ad aver vinto le elezioni e hanno la responsabilità di governare e di tracciare scelte condivise, ma non hanno una linea comune, sono divisi e partoriscono queste dimissioni dopo essere stati in questi giorni spesso ambigui e contraddittori, primo fra tutti il sindaco. La questione ILVA era una partita aperta da tempo, e chi si è candidato a governare una città come Taranto ne era a conoscenza e non può arrivare di certo impreparato. La nuova maggioranza sarebbe dovuta arrivare già pronta”.
Sulle dimissioni di Bitetti sono interventi anche Luca Lazzaro e Francesco Tacente. “Le dimissioni del Sindaco non sono un atto simbolico, né un messaggio politico da ritirare entro venti giorni. O si governa o si va a casa. Ma con serietà e rispetto verso la città. – Ha dichiarato in una nota Lazzaro – Taranto merita chiarezza, non giochi di potere. Se il Sindaco è stato minacciato o ha subito pressioni, ha tutta la mia personale solidarietà, ma lo denunci con forza, nelle sedi opportune, e guidi la città con il coraggio che il ruolo impone.”
Per Tacente non è possibile accettare questa mossa a pochi giorno dalla possibile firma dell’Accordi di Programma per l’ex Ilva. “Le dimissioni, infatti, appaiono come una scelta tattica, più che come un gesto dettato da responsabilità istituzionale. – Afferma – Taranto ha bisogno di chiarezza, stabilità e coraggio: non di manovre che generano ulteriore confusione. La città merita una guida autorevole, pronta a confrontarsi apertamente con i cittadini e con le istituzioni. Invece, ancora una volta, assistiamo a un passo indietro nel momento in cui servirebbe il massimo della trasparenza.”