Emiliano conclude a Taranto, nella città dove tutto ebbe inizio, la sua esperienza di presidente della Regione. E dinanzi ad una folla festante, annuncia: “Mi piacerebbe ritagliarmi un ruolo nazionale”
“Chiudo a Taranto, nello stesso luogo dove ebbe inizio, la mia carriera da presidente della Regione. Ma non si chiude affatto la mia partecipazione alla vita politica italiana. Vorrei ritagliarmi un ruolo nazionale”. Dal palco di un albergo cittadino, Michele Emiliano dirada la nebbia che avvolge il suo futuro. Svela le proprie intenzioni. Traccia un percorso. Lo fa mentre sfoggia un talento canoro insospettabile, sulle note di ‘Bella Ciao’. Riscaldando la numerosa platea accorsa per l’occasione. “Vorrei esportare – aggiunge – il modello Puglia nel resto del Paese. Aiutare il PD a superare le sue divisioni, i suoi mille distinguo, perché possa tornare ad essere forza di progetto. Partito di governo”.
Pur essendo l’ultimo giorno di scuola, il governatore dribbla l’emozione. Ride a singhiozzi. E guadagnando l’uscita tra abbracci, pacche sulle spalle, incitazioni da stadio di calcio, si lascia sfuggire: “Chiedo scusa per gli errori commessi, per la mia irregolarità, un certo idealismo un po’ strambo, ma sono fatto così. Che ci possa fare…?”.


