di Maria D’Urso
Tensioni accantonate, si lavora per il bene comune. Via libera al Nuovo Regolamento della Polizia Urbana, al Programma di Interventi allo Studio 2026 e al Regolamento degli appalti, rinviato il documento comunale che disciplina Taxi ed Ncc
Torna il sereno a Palazzo di Città. La maggioranza del sindaco Piero Bitetti supera compatta il test, approvando il bilancio consolidato 2024. Se fino a qualche ora prima le fibrillazioni interne tra alcuni esponenti della maggioranza avevano lasciato intravedere qualche margine di tensione, al momento del voto i diciannove consiglieri si sono, invece, dimostrati uniti, rinnovando la loro fiducia al primo cittadino, assente per impegni istituzionali a Roma. Nonostante il clima disteso, non sono mancati botta e risposta animati tra alcuni consiglieri del fronte opposto.
Via libera anche all’emendamento all’articolo 30 del Nuovo Regolamento della Polizia Urbana, al Programma di Interventi allo Studio 2026 e al Regolamento degli appalti, adeguato alle recenti norme del Codice nazionale dei contratti. Approvati anche i debiti fuori bilancio. Rimane, invece, poco chiara la richiesta di rinvio, avanzata da parte di alcuni sindacati in disaccordo tra loro, sul Regolamento comunale dei taxi e degli Ncc. Un rinvio che rischia di creare ulteriori disagi agli operatori, già alle prese con disagi legati al traffico urbano e come se non bastasse anche le tensioni sindacali.
Bilancio consolidato dell’esercizio 2024: un voto tutto politico
Il documento, che fotografa la situazione economica dell’Ente civico, si è chiuso con un risultato positivo di 7.229.081,74 euro. Approvato dai consiglieri di maggioranza, che confermano la fiducia nella gestione delle risorse, il bilancio viene elaborato tenendo conto anche dei documenti contabili, già approvati, degli enti e delle società partecipate del Comune di Taranto. Si ricordi, infatti, che l’amministrazione comunale è socia di maggioranza di Kyma Ambiente, Kyma Mobilità e Kyma Servizi, e socia di minoranza del Consorzio ASI, di A.I.P., del Teatro Pubblico Pugliese e di CTP. L’unica eccezione riguarda Kyma Ambiente, l’azienda dell’igiene urbana, per la quale l’Ente civico ha ritenuto opportuno utilizzare il bilancio preconsuntivo. In quest’ultimo sono stati rilevati refusi critici nei rapporti contabili, per i quali sono state richieste rettifiche (non ancora effettuate dalla società) per sollecitarne l’allineamento. Per quanto concerne i debiti, invece, si registra un marcato miglioramento: al 31 dicembre 2024 ammontano complessivamente a 374.212.249 euro, in netto calo rispetto ai 399.492.127,03 euro registrati al 31 dicembre 2023. La diminuzione è quindi di circa 25,3 milioni di euro. Durante gli interventi che precedono il voto, il presidente del Consiglio comunale Gianni Liviano (Demos) ha espresso parole favorevoli sulla gestione amministrativa, sottolineando come quest’anno si sia riusciti “ad abbellire la città per Natale con poco”. Anche l’assessore alle Attività produttive Francesco Cosa (Per Bitetti) ha rimarcato l’impegno della squadra Bitetti, che sta garantendo “l’essenziale nonostante le risorse minime”. Vincenzo Di Gregorio (Pd), pur confermando la sua fiducia alla maggioranza, ha evidenziato come la “vera partita” sia quella sulla privatizzazione dell’Amiu, sulla quale mantiene la sua contrarietà, già espressa anche durante la precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Rinaldo Melucci. Dall’opposizione, il MoVimento 5 Stelle , rappresentato da Annagrazia Angolano, ha ribadito che Kyma Ambiente “deve restare pubblica”, mentre Mirko Di Bello (Oltre) ha sottolineato la “necessità di un tavolo e di un consiglio monotematico che affrontino in modo definitivo i problemi strutturali della municipalizzata”. Sui debiti che condizionano il bilancio consolidato, derivanti dall’ex Amiu, è intervenuto anche il gruppo di Fratelli d’Italia. Per Luca Lazzaro, la società dell’igiene urbana del Comune di Taranto “è un danno politico che genera 45,2 milioni di debiti”, risolvibili a suo avviso con “una giusta visione, valorizzando il proprio patrimonio, pur rimanendo pubblica e non privata”. Giampaolo Vietri ha definito “fallimentare” la guida di Piero Bitetti, annunciando che anche in Consiglio regionale continuerà a essere “la spina nel fianco di questa amministrazione di centrosinistra”, che a suo dire non avrebbe mantenuto nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale sei mesi fa.
Nuovo Regolamento della Polizia Locale: dove eravamo rimasti?
L’emendamento della presidente della commissione Affari Generali, Patrizia Mignolo (Con), introduce sanzioni pecuniarie— applicabili dalla Polizia Urbana — da un minimo di 200 fino a un massimo di 500 euro per le attività commerciali e artigianali che non rispettano le norme sul decoro urbano. Qualora le violazioni risultino reiterate, è stata confermata la possibilità di arrivare alla sospensione temporanea dell’attività, stavolta non a discrezione dell’Ente civico ma del Questore. Dunque, resta la possibile chiusura temporanea come sanzione, ma senza responsabilità diretta dell’amministrazione comunale. Proprio per questo aspetto, il punto era stato rinviato durante lo scorso consiglio comunale, poiché le associazioni di categoria si erano dette contrarie alla sospensione temporanea delle attività e per cui avevano richiesto un confronto in commissione. Le interlocuzioni tra le associazioni di categoria e i consiglieri si sono svolte la scorsa settimana. Durante la fase di dibattito, dalla maggioranza, il vicesindaco Mattia Giorno ha richiamato l’aula all’unità, esortando a non “scaricare le colpe gli uni sugli altri”, ma a collaborare per raggiungere “la percentuale minima di raccolta differenziata, allineandosi agli altri capoluoghi pugliesi”. Nei prossimi giorni, ha annunciato Patrizia Boccuni (Unire Taranto), verranno distribuiti ai commercianti i “nuovi contenitori per il conferimento dei rifiuti”, anche perché, come spiegato dall’assessore all’Ambiente Fulvia Gravame, “è volontà dell’amministrazione comunale e dei vertici aziendali separare le utenze commerciali da quelle domestiche”. Angolano ha ribadito che anche il MoVimento è “contrario alla chiusura seppur temporanea perchè le aziende non sono il capro espiatorio” e Tiziana Toscano (Fratelli d’Italia) ha, invece, criticato i ritardi e i silenzi nella gestione iniziale della modifica del Regolamento: “L’emendamento non è stato pensato su misura per le aziende, né queste sono state interpellate sin da subito” e tanto meno nessuno “può permettersi di abbassare le serrande dei lavoratori” ha concluso Toscano. Vietri (FdI) ha aggiunto che “prima di sanzionare i commercianti”, vanno regolati e “sistemati i vertici di un’azienda fallimentare”.
Programma Interventi Diritto allo Studio 2026: cosa è stato approvato
Si tratta dello strumento di programmazione degli interventi nell’ambito delle politiche per il Diritto allo Studio. La Regione Puglia assegna contributi agli enti pubblici, che attraverso questo documento vengono suddivisi in diversi interventi, destinati soprattutto alle famiglie con minori in condizioni di disagio. Per l’esercizio finanziario sono stati previsti 2.418.600 euro, così ripartiti: 1.500.000 euro per il servizio di mensa scolastica; 830.000 euro per il trasporto alunni; 25.000 euro per altri interventi. A questi si aggiungono 60.600 euro di fondi regionali per le scuole paritarie e 3.000 euro di contributi per le scuole dell’infanzia paritarie convenzionate. A ciascuna di queste ultime viene erogato un contributo comunale annuale di 150 euro per ogni sezione funzionante, a sostegno del servizio, oltre ai contributi della Regione Puglia per mensa e gestione, calcolati sulla base delle sezioni e del numero di minori iscritti


