di Angelo Nasuto
Dopo la chiusura, l’interesse della prima cittadina Zaccaro. Il sindaco spiega che, fin dal suo insediamento, si è interessata delle criticità dello spazio urbano e che dai prossimi giorni provvederanno con la messa in sicurezza
L’inizio del nuovo anno 2026 è segnato a Massafra dall’ennesimo caso, che ha visto opposto il Comitato di quartiere Madre Teresa di Calcutta all’attuale amministrazione comunale. Materia del contendere l’omonimo parco, di cui lo stesso comitato ha trasmesso la a chiusura definitiva per presunta volontà istituzionale. Tutto nasce da un comunicato di ieri dei cittadini del comitato, che recita: “con una decisione sofferta ma ritenuta inevitabile, il Comitato di Quartiere Madre Teresa di Calcutta ha annunciato ufficialmente la chiusura dell’omonimo parco cittadino; la scelta nasce da una situazione di degrado insostenibile e dalla mancanza di risposte concrete dell’amministrazione comunale, nonostante i numerosi solleciti inviati nel corso dell’ultimo anno”.
Questione chiarita oggi dal sindaco Giancarla Zaccaro, che ricorda subito di essersi interessata alla questione sin dal suo insediamento: “tempo fa – ha dichiarato la prima cittadina – facemmo un incontro col comitato che mi parlò delle tante criticità lì”. La problematica più urgente riguarda le recinzioni, che vanno subito sistemate, oltre all’istallazione delle foto trappole: “tranquillizzo tutti e dico che – a chiarito la Zaccaro – proprio stamattina il parco è aperto grazie all’impegno di alcuni volontari del comune. Ora sto andando a fare il sopralluogo per vedere la situazione. Sicuramente metteremo le foto trappole e poi acquisteremo le inferriate per posizionare un’adeguata recinzione. Ma ci vuole un po’ di tempo, non ho ancora la bacchetta magica per risolvere tutto in un secondo”.
Inoltre la sindaca ha chiarito che le chiavi sono state prese dal comandante per la volontà del comitato di chiudere il parco e di rifiutare ogni responsabilità in merito al suo controllo.
Nel testo del comunicato del comitato si evidenziava la mancanza di recinzioni adeguate e di controlli, che ha reso l’area inaccessibile e insicura per famiglie e residenti, con il parco diventato teatro di atti vandalici, abbandono di rifiuti pericolosi e festini notturni. Nella seconda parte poi il comitato sottolineava il sollecito dell’amministrazione comunale avvenuto più volte tramite PEC, a cui non è pervenuta risposta: si parla di un sopralluogo programmato con la sindaca, esponenti di maggioranza e assessori. L’escalation polemica aumentava, quando il comitato comunicava con delusione che le chiavi del parco erano state ritirate dal Comandante della Polizia Municipale. Un gesto interpretato male dal comitato, come segnale di chiusura definitiva al dialogo.
“Io invece – ha concluso il sindaco – sono sempre favorevole al dialogo e infatti farò subito un incontro col comitato”. Ieri poi la polemica via social con l’assessore all’Urbanistica Maraglino, e la pubblicazione del comunicato a cui il membro di Giunta ha risposto prontamente, affermando che il parco da oggi avrebbe riaperto regolarmente, come in effetti è stato nel felice epilogo della vicenda.


