“È impensabile sostenere che un trasferimento a oltre 200 chilometri non abbia ricadute sulla vita personale e professionale delle persone coinvolte. – Dichiarano Fiom Cgil e Rsu Vestas Italia – “Questa scelta è inaccettabile: ancora una volta si scaricano sui lavoratori i costi delle strategie di una multinazionale che guarda solo al profitto”
La Fiom Cgil territoriale e le Rsu di Vestas Italia esprimono forte preoccupazione e contrarietà rispetto alla decisione comunicata dall’azienda nella giornata di mercoledì 7 gennaio tramite PEC alle organizzazioni sindacali: la chiusura dell’unità locale di Service, del magazzino e del training center di Taranto, con trasferimento delle attività nell’area industriale di San Nicola di Melfi (PZ) a partire dal 1° marzo.
Una scelta improvvisa e unilaterale, assunta senza alcun confronto preventivo con le parti sociali, che l’azienda giustifica con presunte esigenze di ottimizzazione logistica. Secondo Fiom e Rsu, si tratta invece di una decisione dettata esclusivamente da logiche di risparmio economico, a discapito delle lavoratrici e dei lavoratori.
“È impensabile sostenere che un trasferimento a oltre 200 chilometri non abbia ricadute sulla vita personale e professionale delle persone coinvolte. – Dichiarano Fiom Cgil e Rsu Vestas Italia – “Questa scelta è inaccettabile: ancora una volta si scaricano sui lavoratori i costi delle strategie di una multinazionale che guarda solo al profitto”.
La Fiom Cgil sottolinea inoltre come la decisione rappresenti un colpo pesante per il territorio ionico. “Vestas Italia è una realtà storica per Taranto, capace negli anni di raggiungere risultati eccellenti grazie alla professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori. Indebolire questo presidio significa indebolire un territorio già provato da troppe crisi industriali”.
L’organizzazione sindacale evidenzia l’irrazionalità della scelta, soprattutto alla luce delle performance riconosciute dalla stessa azienda: Vestas Italia risulta infatti tra le sedi più performanti del gruppo nell’area MED. – Sottolinea la Fiom – Non esiste alcuna logica industriale che giustifichi una chiusura comunicata solo tramite pec e senza alcun confronto”.
Per queste ragioni, il sindacato e le sue Rsu chiedono all’azienda il ritiro immediato della procedura di trasferimento e l’apertura di un tavolo di confronto per individuare soluzioni alternative e scongiurare la chiusura del sito tarantino. A partire da domani, venerdì 9 gennaio si terranno assemblee unitarie con le lavoratrici e i lavoratori per definire insieme le iniziative di mobilitazione necessarie affinché l’azienda riveda la propria posizione.
“Se Vestas non aprirà un confronto serio, ci attiveremo immediatamente con le istituzioni locali e regionali. – Concludono Fiom Cgil e le Rsu – Non permetteremo l’ennesima chiusura di un presidio industriale strategico per Taranto e per l’intera Puglia”.


