Il primo cittadino nelle scorse ore ha avuto delle interlocuzioni con i vertici dell’azienda, in merito alla vertenza che prevede, dal primo marzo, il trasferimento dalla sede di Taranto a San Nicola di Melfi
Di seguito le dichiarazioni del Sindaco di Taranto, Piero Bitetti: “Non c’è alcuna volontà da parte di Vestas di andare via da Taranto. Ho ricevuto personalmente rassicurazioni da parte della società, con la quale nelle ultime ore ho avuto delle interlocuzioni”.
Non c’è quindi alcuna fuga, ma solo una questione che riguarda alcuni trasferimenti di personale in altro sito, e anche su questo Vestas, che ringrazio per aver accolto i miei solleciti e i successivi chiarimenti, si è detta pronta a trattare con le rappresentanze sindacali in un percorso condiviso di distensione e di serenità.
La replica di Fiom Cgil e Uilm Taranto
Arriva, subito dopo, la replica delle sigle sindacali Fiom e Uilm. Nella nota stampa esprimono al primo cittadino “forte sorpresa e netto dissenso” rispetto a quanto dichiarato dal primo cittadino Bitetti sul futuro della sede tarantina. Motivo per cui continueranno la mobilitazione: “Sulla base delle informazioni ricevute – dichiarano – dal management Vestas nell’incontro tenutosi ieri a Palazzo di Città, “non ci sarebbe alcuna volontà da parte dell’azienda di andare via da Taranto” e che non vi sarebbe “alcuna fuga, ma solo una questione che riguarda alcuni trasferimenti di personale in altro sito”, con l’impegno dell’azienda a un “percorso condiviso di distensione e serenità”.
Le segreterie territoriali chiariscono che i lavoratori sono in sciopero ad oltranza perché l’azienda ha avviato una procedura di trasferimento collettivo che comporta la chiusura del sito di Taranto e lo spostamento dell’intera struttura in provincia di Melfi a partire dal 1° marzo: “Non si tratta dunque di “alcuni trasferimenti”, ma di una decisione che svuota completamente il presidio tarantino. Vestas non ha accettato di sospendere la procedura, nonostante le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, impedendo così un confronto vero e di merito su tutti i temi aperti. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che verrebbero spostati a circa 200 km di distanza, con pesanti ricadute sociali, economiche e produttive per il territorio, oltre che per l’intero indotto che ruota attorno alle attività di Vestas Italia”.
Alla luce di questi elementi, ritengono infondata e fuorviante l’idea di un “percorso di distensione e serenità”: “Ad oggi non esiste alcuna distensione, perché l’azienda – nonostante i solleciti – non ha sospeso la procedura e continua a lasciare i lavoratori in sciopero ad oltranza, avendo scelto di proseguire senza alcuna apertura concreta”.
Fiom‑Cgil e Uilm ribadiscono che la vertenza è aperta, che la mobilitazione continuerà finché non verrà ritirata la procedura di trasferimento e che la città merita informazioni aderenti alla realtà dei fatti, nel rispetto dei lavoratori e del futuro industriale del territorio che continua a perdere pezzi storici di industria sana che dovrebbe continuare a investire visti gli ingenti profitti maturati grazie ai dipendenti, generando progresso e benessere nella comunità che la ospita: “La situazione dei lavoratori di Vestas Italia, infatti, al pari di quelli di tante realtà che nel tempo hanno disinvestito da Taranto, meriterebbe la fattiva collaborazione e solidarietà dell’intera comunità locale e non dichiarazioni stampa molto approssimative soprattutto nei confronti di persone che sono in strada notte e giorno lasciate sole rispetto alle volontà della multinazionale di turno” concludono le segreterie territoriali.


