di Angelo Nasuto
I rappresentanti massafresi di Alleanza Verdi e Sinistra chiedono all’amministrazione Zaccaro di unirsi al ricorso promosso dalle associazioni ambientaliste contro l’impianto finanziato con fondi PNRR: “È il momento di passare dalle parole ai fatti”
Il fiume Tara, sito in agro di Taranto, è minacciato nella sua integrità e salubrità dal progetto del dissalatore. È quello che pensano gli esponenti massafresi della sezione locale di AVS, Nico Cecere, segretario cittadino del partito della sinistra radicale e Maurizio Baccaro, capogruppo AVS in Consiglio comunale. Per entrambi occorre passare dalle parole ai fatti, perché è arrivato il momento delle scelte. Tali scelte richiamano in primis la posizione dell’amministrazione Zaccaro sulla questione, che la nota stampa invita ad unirsi a chi intenta un’azione in extremis per evitare la realizzazione del dissalatore: “il governo cittadino – affermano i due espnenti AVS – si unisca al ricorso promosso dalle associazioni contro il dissalatore. La Rete Difesa Fiume Tara ha comunicato che è stata notificata alle parti la volontà di procedere con il ricorso contro la costruzione di questo impianti, che sarà presentato al T.A.R. del Lazio, competente per le controversie relative a opere finanziate attraverso fondi PNRR”.
Il comunicato ci tiene a ricordare che, nel rispetto degli impegni assunti pubblicamente in campagna elettorale, la difesa del territorio e della tutela ambientale sono stati per l’attuale compagine di governo imperativi categorici da far rispettare. E chiede all’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Giancarla Zaccaro, di dare seguito alla volontà favorevole espressa dal Consiglio comunale nella seduta del 23 settembre 2025, associandosi al ricorso promosso dalle associazioni.
“Sarebbe, questa – conclude la nota – una scelta coerente e conseguente e rappresenterebbe un atto concreto di difesa e salvaguardia del fiume Tara, un assoluto bene comune da proteggere da interventi dettati esclusivamente da interessi economici e non da una reale sostenibilità ambientale”.
Resta da vedere a breve con una certa curiosità, se e in che modo si esprimerà l’amministrazione comunale di Massafra. La partita del possibile annullamento del provvedimento per il nuovo dissalatore è di certo ancora aperta e tutto è possibile. Ma in queste circostanze è necessaria una forte coesione tra i sodalizi associativi votati all’ambiente, che devono fare “tanto rumore”, provando a mobilitare tutto il territorio. Una mobilitazione che dovrebbe coinvolgere diversi comuni, ma che al momento invece non si intravede neanche lontanamente.


