Volpe: “Una svolta epocale!”
Durante l’ultimo Consiglio nazionale della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche svoltosi a Roma il 21 febbraio, i due Ministri della Salute e Università, Schillaci e Bernini, hanno annunciato l’approvazione delle tre lauree magistrali cliniche in Cure Primarie e Sanità pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali e in Cure Intensive e nell’Emergenza.
Il Presidente OPI Taranto, dott. Pierpaolo Volpe afferma: “Dopo tanti annunci e promesse quanto approvato dal Governo rappresenta una svolta epocale, un segnale di discontinuità rispetto al passato dove la Sanità è stata completamente abbandonata negli ultimi quarant’anni e lasciata priva di programmazione, determinando i disastri che stiamo vivendo oggi, ovvero quello della carenza di infermieri e medici specialisti in alcune specifiche discipline per scarsa attrattività.In queste ore non sono mancati alcuni interventi da parte di rappresentanti della Professione medica a cui non possono che giungere le più profonde rassicurazioni della Professione infermieristica: nessuno priverà il medico della sua specificità, ma è necessario riformare il sistema e consentire agli infermieri con laurea magistrale clinica di poter prescrivere ausili ad esempio per l’incontinenza, sulla scorta di specifiche scale di valutazione, dopo che il cittadino ha ricevuto la diagnosi dal medico curante o dalla struttura sanitaria a seguito di dimissione”.
A proposito delle figure nuove e delle competenze mirate, il presidente Volpe sottolinea: “attualmente purtroppo il cittadino è costretto, dopo una specifica diagnosi medica, a richiedere ulteriori visite per la prescrizione di presidi, quando sarebbe bastato avere un infermiere clinico sulla scorta di specifiche competenze e scale di valutazione che sono già utilizzate oggi e che sono patrimonio di tutti i Professionisti sanitari che hanno in carico l’utente, le stesse che utilizza anche il medico quindi, per ricevere la prescrizione del dispositivo o presidio senza perdite di tempo. Dobbiamo bloccare e allontanare logiche di altro genere che hanno paralizzato il sistema per anni e che non hanno nulla a che vedere con la qualità delle prestazioni sanitarie, ma solo con concezioni culturali che non hanno consentito il miglioramento del Sistema salute”. Opportuno per Volpe – aggiungono – valorizzare professionalità che operano in contesti sempre più complessi, assicurando autonomia prestazionale.
“L’immissione nel sistema sanitario di infermieri magistrali in Cure Intensive e nell’Emergenza servirà a garantire autonomia delle prestazioni in scenari critici dove esistono già specifici protocolli e linee guida d’intervento come quello dell’emergenza territoriale dove l’assenza di medici, è bene dirlo, non avviene per una effettiva carenza, ma per un blocco esistente nel sistema sindacale e contrattuale che non consente al sistema sanitario di assumere direttamente come dipendenti i medici del Sistema 118.In questo momento storico abbiamo tutti una responsabilità nei confronti del cittadino ovvero quella di effettuare una comunicazione giusta e reale, veicolando le informazioni con onestà intellettuale, senza retropensieri e interessi di altro genere a discapito del cittadino fragile, se si vuole veramente un cambiamento e un allineamento dei nostri modelli organizzativi a quello degli altri Stati”.
L’introduzione delle nuove lauree magistrali è un passo che mira a sostenere anche la medicina di prossimità rispondendo concretamente alla domanda di salute che cambia.
“Anche l’infermieristica clinica in Cure Primarie e Sanità pubblica rappresenta una vera e propria svolta epocale in un sistema sanitario che, grazie alla riforma dell’assistenza territoriale, cambierà finalmente il paradigma del nostro Sistema salute, ovvero quello di una sanità tutta sbilanciata verso l’Ospedale a fronte di una vera assistenza territoriale che si occuperà di prevenzione, promozione della salute e educazione sanitaria reale per prevenire il ricovero in ospedale e accessi inappropriati nei Pronto soccorso.Un grazie -conclude Volpe- a chi ha lavorato intensamente per raggiungere questo risultato e un grazie al Ministro della Salute che ci ha creduto fino in fondo, senza la paura di toccare eventuali interessi di altra natura.


