di Emanuela Perrone
Strutture prenotate al 98% per staff e organizzazione dei Giochi del Mediterraneo: mentre l’indotto promette un +30%, resta il nodo dei turisti senza alloggio e il rischio di un evento senza vera ricaduta sul turismo
Gli alberghi di Taranto e provincia sono già tutti prenotati in vista dei Giochi del Mediterraneo. Non ci sarebbero più camere libere e, paradossalmente, proprio mentre la città si prepara a mostrarsi nella sua veste migliore, rischia di non avere un posto letto per i turisti. Le prenotazioni sono state chiuse con largo anticipo, l’organizzazione ha già opzionato quasi il 98% delle stanze disponibili in città e in provincia, da Avetrana a Mottola. Se da un lato il dato racconta di un evento che si preannuncia imponente e capace di generare un importante indotto economico, dall’altro apre interrogativi non secondari sulla capacità della città di accogliere visitatori e appassionati che arriveranno per assistere alle competizioni.
«Abbiamo sottoscritto un partenariato tra la direzione dei giochi e Federalberghi», spiega Marcello del Paola, presidente di Federalberghi Taranto, delineando un quadro organizzativo già definito nei dettagli. «La suddivisione degli alloggiati è divisa in tre tronconi: il primo è legato all’arrivo degli atleti che saranno circa 5300 e saranno alloggiati sulle navi da crociere. Gli alberghi di Taranto e della provincia sono interessati ad ospitare tutta la parte dello staff, quindi giudici di linea, giudici di gara, tecnici, media, assistenti a vario titolo e organizzatori. I posti complessivi negli alberghi distribuiti su Taranto e provincia, da Avetrana a Mottola, sono circa 3 mila». Poi c’è l’ultima parte, quella dei volontari, che «dovrebbero essere ospitati a cura della Marina Militare», e infine i turisti. «Questa massa dovrà trovare posto nei B&B e strutture che non hanno aderito alla convenzione dei Giochi del Mediterraneo. La capacità ricettiva è già satura. Gli alberghi di Taranto e provincia sono già stati tutti prenotati da un mese a questa parte a cura dell’organizzazione dei giochi. Non ci sono, ad oggi, camere disponibili». L’impatto economico, secondo le stime di categoria, sarà significativo, «un surplus del 30% rispetto a quello che è il flusso ordinario del periodo». Un’iniezione di ossigeno per il comparto, ma che rischia di non tradursi in vera promozione turistica se i visitatori non troveranno posto.
Sul fronte dell’extralberghiero, Cosimo Miola, presidente di Federalberghi Taranto Extra, invita a leggere il quadro nella sua complessità: «La capacità ricettiva dipende anche da diversi fattori. I Giochi del Mediterraneo hanno degli schemi legati alle diverse professionalità. Ogni professionalità ha un suo alloggio che va dagli hotel 5 stelle ai B&B». E ricorda l’accordo sottoscritto nelle scorse settimane dal Comitato Organizzatore con Confcommercio – Imprese per l’Italia – Taranto, FIPE – Federazione Pubblici Esercizi – Taranto e Federalberghi Taranto Extra, finalizzato al coordinamento dei servizi di ospitalità, ristorazione e promozione dell’evento e dedicato al sistema di accoglienza del personale tecnico e logistico. Una rete che punta a funzionare come un ingranaggio perfetto, ma che deve fare i conti con numeri imponenti.
Si dice preoccupato Vincenzo Cesareo, presidente della Camera di Commercio di Brindisi – Taranto: «Si corre il rischio che l’evento resti chiuso ai soli tarantini e non si faccia turismo. Proprio quello che bisognerebbe evitare. Io ho lanciato l’allarme più volte su questo tema, abbastanza inascoltato. La situazione non è delle migliori. Non abbiamo strutture ricettive in grado di reggere la mole di turisti che sono previsti per questo evento. Si parla di circa 150mila presenze nei giorni interessati dai Giochi. Ovviamente non saranno tutte da alloggiare ma buona parte sì e non ci risulta che ci siano strutture disponibili. Anche i B&B sono carenti, purtroppo». Un problema, secondo Cesareo, che «andava affrontato prima, magari facendo un censimento con il supporto della Camera di Commercio per trovare delle soluzioni anche su come indirizzare i turisti, non so se questo è stato fatto e se sì, noi non siamo stati per niente interessati. Così come non siamo interessati neanche per il percorso che avverrà dopo la fine dei Giochi circa la fine che faranno queste strutture. Stiamo lavorando dietro questi Giochi da un po’ di anni e mi sembra bislacco che nessuno si ponga il problema. Vediamo tante belle foto, il ministro Abodi viene in città ogni settimana ma nessuno che si preoccupa effettivamente di quello che succederà».
Tra entusiasmo e preoccupazione, la fotografia che emerge è quella di una città pronta ad accogliere atleti e addetti ai lavori, ma ancora alla ricerca di una strategia per non trasformare un grande evento internazionale in un’occasione mancata per il turismo diffuso.


