Laliscia: “La situazione non è per niente positiva perché i lavoratori e le lavoratrici della Sanitaservice continuano a lavorare in condizioni molto critiche”
La mobilitazione è stata organizzata dal coordinamento sanità privata dell’Usb che parla di “un vero e proprio attacco alla Sanitaservice di Taranto”, facendo riferimento alle polemiche e alle indagini avviate nelle scorse settimane su presunte anomalie nel sistema di prenotazione Cup e invoca un corretto inquadramento economico degli operatori Cup, l’ampliamento orario per i lavoratori part-time involontari e il riconoscimento delle indennità di pronto soccorso per gli operatori del Set 118 e per il personale ausiliario impegnato nell’emergenza-urgenza. “La situazione non è per niente positiva – ha spiegato Simona Laliscia dell’Usb – perché i lavoratori e le lavoratrici della Sanitaservice continuano a lavorare in condizioni molto critiche.
Negli ultimi tempi, oltre ai disagi, hanno subito anche una serie di attacchi da parte di una parte della politica che vorrebbe il ritorno delle ditte private”. Sul caso delle indagini relative al Cup, il sindacato invita a non generalizzare. “È giusto che vengano fatte tutte le indagini e individuate eventuali responsabilità – ha aggiunto Laliscia – ma non è corretto accusare indistintamente tutti gli operatori della commessa Cup di Taranto, che peraltro oggi risultano penalizzati rispetto ad altri colleghi della provincia con livelli di inquadramento inferiori e con molti contratti ancora part-time”. Alla protesta ha partecipato anche Paride Catalano, lavoratore e Rsu. “Sanitaservice – ha detto -ci ha dato una dignità lavorativa. Prima, con le ditte appaltatrici, si lavorava tre o quattro ore al giorno. Oggi abbiamo uno stipendio vero e la possibilità di progettare il futuro della nostra famiglia. È una conquista importante e speriamo che venga consolidata anche con la nuova giunta regionale. In caso contrario torneremo a protestare, qui o in Regione”. ( Ansa)


