Il presidente Fabio Greco interviene dopo le polemiche sul bando del Ministero della Difesa da oltre 132 milioni. “Investimento capace di rilanciare occupazione e filiera navalmeccanica”
“Quella secondo cui, attraverso la realizzazione di un nuovo bacino galleggiante, si potrà rispondere all’esigenza strategica di potenziare le capacità manutentive dell’Arsenale di Taranto dovrebbe essere un’ottima notizia. Soprattutto nell’ottica degli interessanti sbocchi occupazionali che potrebbe generare. Ma nonostante questo, nella nostra città non si perde occasione per montare polemiche e sollevare distinguo che, davvero, non possono che lasciare interdetti.” E’ quanto sostiene il presidente di Confapi Taranto, Fabio Greco, alla luce di alcune reazioni che si stanno registrando a seguito del bando emanato dal Ministero della Difesa per l’acquisto di due bacini galleggianti da 10.000 tonnellate per un importo complessivo di poco superiore a 132 milioni di euro.
La “città dei due mari”, il cui Arsenale dispone di 4 bacini (di cui, due inagibili, uno in manutenzione e solo uno pienamente operativo), grazie a questa operazione potrebbe beneficiare di un impatto industriale in grado di incidere positivamente ed in maniera massiva non solo a livello occupazionale, ma anche sugli sviluppi e sulla crescita economici del territorio.
Però, una simile prospettiva non sembra mettere tutti d’accordo. E partendo da questo il massimo esponente dell’Associazione che dà voce alle piccole e medie imprese del territorio sottolinea quanto segue. “In un momento storico in cui assistiamo a scenari geopolitici poco rassicuranti, a conflitti con raggi di azione che rischiano di allargarsi pericolosamente e con l’aumento dei prezzi delle materie prime, – sottolinea Greco – è necessario mantenere alto il livello produttivo delle nostre infrastrutture attraverso la realizzazione di opere che valorizzino le competenze tecniche di cui le nostre aziende sono in possesso.
In attesa di una soluzione per l’ex Ilva che soddisfi tutti dal punto di vista ambientale, industriale ed occupazionale, purtroppo le potenzialità di tante imprese locali sono mortificate dalla penuria di grandi investimenti che possano consentire una vera ripresa economica. Molte realtà imprenditoriali sono state costrette a chiudere i battenti, altre si stanno accingendo a farlo, altre ancora stanno resistendo a fronte di enormi sacrifici. Ma così non si può andare avanti.
“Confapi Taranto – si legge nella nota – da tempo ha avviato interlocuzioni con le Istituzioni, in particolare con il Ministero della Difesa, rimarcando come a Taranto il comparto della Navalmeccanica sia una vera e propria eccellenza in grado di realizzare opere di grande portata. Così come in numerose circostanze è stata evidenziata l’esigenza di coinvolgere, in operazione simili a quella in programma, le imprese dell’indotto che, desidero ricordarlo, possono vantare maestranze estremamente qualificate.
Quella del bacino da 10mila tonnellate – conclude il presidente di Confapi Greco – rappresenta per il territorio un’opportunità di enorme valenza perché favorirebbe un radicamento stabile delle attività manutentive nell’Arsenale. Come ho più volte sostenuto, Taranto sta vivendo una fase di transizione economica ed industriale che si sta rivelando tutt’altro che semplice. – Conclude il presidente di Confapi Greco – Un investimento pubblico, come quello in oggetto, ha tutte le carte in regola per sostenere la diversificazione produttiva, rafforzare la filiera metalmeccanica e navale, creare occupazione stabile e consolidare competenze strategiche per il settore Difesa del Paese. Sottovalutare tutto questo è solo controproducente.”


