Promesse elettorali disattese e servizi essenziali in difficoltà: è questo, secondo Francesco Battista (Futuro Nazionale Vannacci), il bilancio dell’amministrazione guidata dal sindaco Bitetti. Al centro delle critiche anche le “scelte dolorose” sul bilancio e la contestata privatizzazione di due asili nido, ritenuta incoerente rispetto alle posizioni sostenute in passato dalla stessa area politica
“Il Sindaco Bitetti, durante la campagna elettorale, aveva promesso soluzioni rapide ed efficaci a tutte le principali criticità della città: dal decoro urbano alla manutenzione delle strade, fino alla gestione dei servizi essenziali. Promesse sostenute con forza, facendo leva su una presunta esperienza amministrativa che avrebbe dovuto rappresentare una garanzia per i cittadini. A distanza di tempo, però, la realtà appare ben diversa. Oggi la situazione è drammatica e l’amministrazione non riesce a garantire in maniera adeguata i servizi essenziali ai cittadini.” Questo il commento di
Francesco Battista (Futuro Nazionale Vannacci).
“Lo stesso Bitetti, – aggiunge – nel corso dell’ultimo consiglio comunale relativamente al bilancio, parla di “scelte dolorose”, ammettendo implicitamente difficoltà e limiti che contrastano con le certezze ostentate in fase elettorale. Una narrazione che solleva più di una perplessità e che induce a ritenere che, più che scelte inevitabili, si tratti di una mancanza di capacità nella gestione della cosa pubblica.”
Tra le decisioni più discusse vi è quella relativa alla privatizzazione di due asili nido, tra l’altro di recente costruzione. “Una scelta che appare in evidente contraddizione con le posizioni sostenute in passato dallo stesso schieramento politico ed in particolare dal Partito Democratico, che aveva partecipato attivamente alla cosiddetta “Marcia dei passeggini”, manifestando a difesa dei servizi educativi pubblici. – spiega Battista – È quindi legittimo chiedersi se quelle stesse persone rimarranno in silenzio sulla stampa ed in aula consigliare votando il bilancio seguendo gli ordini di scuderia oppure torneranno in piazza per difendere ciò che un tempo consideravano un diritto fondamentale?”
Ed ancora: “Se dovesse prevalere il silenzio o meglio l’assenso in aula, sarebbe difficile non interpretarlo come la conferma che quella mobilitazione era solo una trovata politica, priva di un reale interesse per il futuro dei bambini e delle famiglie. I cittadini meritano coerenza, trasparenza e responsabilità. Promettere tutto e poi giustificarsi con “scelte dolorose” non può diventare la norma. Governare significa assumersi impegni e mantenerli, soprattutto quando in gioco vi sono servizi fondamentali per la comunità.”


