di Rosa Surico
Storie d’ amore Lgbt. O solamente testimonianze dirette d’ amore di 3 giovani ragazze maggiorenni, di un sedicenne e di un uomo che ora ha superato i 40 anni, ma più di vent’anni fa, con coraggio seguì la sua strada lontano dalla sua città e dalla sua famiglia
Chi lo dice alla mamma? É credenza comune che siano sempre le mamme a capirlo per prime ma cosa succede quando è proprio la mamma a saperlo restando in silenzio e a non riuscire ad essere accogliente dinanzi alla verità di suo figlio?!
Spesso è solo un segreto che tutti sanno ma si tace. Come la scena di Ferzan Ozpetek, a tavola, in famiglia, di reminiscenza cinematografica: la verità è una mina vagante che può colpire e distruggere un equilibrio sottilissimo. Poi si dice al papà la cui reazione potrebbe, ma non sempre, essere la più dura. Sempre più spesso si dice ad entrambi. Agli zii, ai nonni. Alla nonna la cui reazione può non essere però quella saggia, interpretata magistralmente dall’ attrice Ilaria Occhini, nello stesso film.
Coming out. La Puglia è definita regione queer friendly. Associazioni, iniziative pubbliche di supporto a tutti coloro che scelgono autonomamente di uscire ” dall’ armadio” dichiarando il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere al mondo esterno. È un atto di autenticità che mira a superare la segretezza, promuovendo il benessere psicologico e relazioni più vere. La fascia d’ età tra i 14 e i 20 anni è quella più attenzionata.
Ma siamo davvero sicuri che oggi più di ieri è facile fare coming out nelle nostre realtà?
Mi sono innamorato di te. Intramontabile successo di Luigi Tenco.
Non so pensare a nien’ altro che a te. Ma spesso a questo va aggiunta una preoccupazione.
Una foto. Mano nella mano. Una stellina, ad unirle nel sogno di una vita insieme in nome del loro amore. Studentesse universitarie fuori sede nella metropoli barese.
Le chiameremo tutte Andrea. Andrea è il nome simbolo dell’ amore LGBT in Italia oggi, come Andrea del 1978 nella canzone di Fabrizio De André.
Mano nella mano le due Andrea ma con una grande preoccupazione, l’ accettazione in famiglia e fuori dalla loro famiglia. Chi lo fa capire alla mamma che già lo sà?Al papà? Silenzio e alienazione, avvertirne il peso come un viaggio difficile verso quella “benedizione” che potrebbe anche non arrivare mai.
Alla richiesta di una definizione d’ amore hanno risposto:
“L’amore, per noi, è cura e scelta quotidiana, non diverso da quello di chiunque altro. Eppure, in questa società, essere omosessuali significa spesso doversi spiegare, difendere, resistere a sguardi, silenzi e paure di non essere riconosciute davvero. Nonostante tutto, continuiamo a sceglierci ogni giorno, a prenderci per mano anche quando sembra più difficile. Perché il nostro amore non è il problema, ma la risposta: due persone, un’anima sola in un unico cuore.
Per il futuro speriamo in un mondo in cui non serva più il coraggio per essere se stesse, in cui amare non sia un atto di resistenza ma semplicemente un diritto, e in cui nessuno debba sentirsi sbagliato per ciò che è.”
Andrea invece vive a Laterza e ricorda il momento del suo coming out quando la nonna che lo aveva intuito, le consigliò di aspettare e che prima o poi “poteva passare”.
Per te qual è la definizione di amore? C’è davvero una distinzione tra amore e amore LGBT?
“Per me la parola amore non ha bisogno di etichette. Quando sento parlare di “amore LGBT” capisco il contesto sociale in cui nasce questo termine, ma a livello umano non sento una vera distinzione: l’amore è connessione, è cura, è scelta quotidiana di restare anche quando sarebbe più facile andare via. Cambiano le persone, non il sentimento”
Hai mai pensato di parlarne con i tuoi apertamente? E se sì a chi lo diresti per prima?
Ho pensato più volte di parlarne apertamente con i miei. Non è tanto la paura di essere me stessa, quanto il timore di non essere la figlia che loro avrebbero voluto e di non essere compresa fino in fondo. Se dovessi scegliere, credo che lo direi prima alla persona con cui sento più dialogo e apertura, perché mi aiuterebbe a esprimermi senza dovermi difendere.
Pensi che sia un problema l’ accettazione per gli altri oggi?
Penso che oggi l’accettazione sia migliorata rispetto al passato, ma non possiamo darla ancora per scontata. Esistono ancora pregiudizi, aspettative e stereotipi che possono rendere difficile vivere serenamente la propria identità, soprattutto all’interno della famiglia o di contesti più tradizionali.
Come ti vedi tra dieci anni. Aggiungi qualcosa della tua esperienza personale se vuoi”
Tra dieci anni mi vedo più centrata, libera di vivere le mie relazioni senza paura e senza dovermi giustificare. Mi auguro di essere una persona che ha imparato a restare fedele a sé stessa anche nelle relazioni, senza annullarsi o rincorrere per paura di perdere qualcuno. La mia esperienza mi ha insegnato proprio questo: che l’amore non dovrebbe mai chiederti di smettere di essere chi sei per poter essere accettata.
Andrea ha 16 anni e vive in un altro paese della provincia tarantina, Castellaneta:
La definizione di amore LGBT secondo me è stupida e divisoria, l’amore a parer mio è unico e non dipende dal sesso delle due persone che si amano, secondo me il termine “amore LGBT” aiuta solamente a mostrarlo come qualcosa di diverso, fuori dal comune.
Ne parlerò con i miei apertamente, quando non lo so perché per quanto sia importante come cosa non penso che la prima preoccupazione di un genitore debba essere l’orientamento sessuale del proprio figlio e della propria figlia e che il bene di un genitore verso il figlio prescinde da ciò, ma se dovessi scegliere su due piedi a chi direi per prima del mio orientamento sessuale, penso che lo direi a mio padre, perché mi sono sempre sentito meno giudicato da lui.
Penso che nella società odierna ci sia comunque più accettazione nei confronti delle persone facenti parte della comunità LGBT e soprattutto è stato anche molto sdoganato quando prima si tendeva a tenerle nascoste queste persone. Al giorno d’oggi se da un lato c’è più inclusività e accettazione l’odio anche se minore, alle volte e più crudele perché appunto adesso questo tipo di tematiche sono sempre al centro dell’attenzione, mentre prima erano più che altro ignorati oppure repressi.
Andrea oggi ha 41 anni. Una carriera consolidata all’ estero ed un compagno lontano dalla metropoli barese che gli stava stretta. Era il 2005. Coming out. E Fu la sua famiglia a chiuderlo fuori dal suo nucleo. Anni di silenzio e disconoscimento. Una frattura indimenticabile ma indispensabile.
Cosa consigli oggi in base alla tua esperienza personale dolorosa!?
“Onorate voi stessi e la vostra libertà. Oltre l’odio, la paura, i giudizi, le offese, le “ricette” per guarire da una “malattia” che malattia non è, gli sguardi che sembrano cucirvi addosso un marchio, c’è la vostra vita che aspetta di essere vissuta. Questo può costare anche lasciar indietro qualcuno. Viva l’ Amore, la libertà personale, non fatevi incutere il timore dell’ amore. L’ amore è libertà“.



