Intervista al responsabile regionale Sanità dell’Udc, Emiliano Messina. “L’aumento indiscriminato delle aliquote Irpef, per coprire il buco di 369 milioni di euro nella sanità pugliese, rischia di perpetrare un’ingiustizia”
Messina, l’assessore Pentassuglia intende aumentare di un punto percentuale l’Irpef per coprire il buco di 369 milioni di euro esistente nella sanità pugliese.
“Considero un errore operare con aumenti indiscriminati, senza tener conto delle diverse specificità territoriali riscontrabili nella nostra Regione. Fare parti uguali tra diversi, lo diceva anche don Milani, significa perpetrare un’ingiustizia”.
A cosa fa riferimento?
Al fatto che la provincia di Taranto, e la sua Asl, sono altra cosa da quelle di Bari e Lecce. Oppure da quella di Foggia. In quelle realtà le Sanitaservice hanno speso in consulenze, fatto lievitare in maniera considerevole i costi. Da noi, invece, tutto questo non è accaduto. E poi mi faccia aggiungere un’altra cosa…”.
Prego.
“Taranto, e l’intera sua area provinciale, presenta un’offerta di 800 posti letto a fronte dei 1300 assegnati. Siamo quelli più penalizzati in Puglia. Qui da noi, poi, le patologie croniche degenerative sono in aumento. E, di conseguenza, aumenta di pari passo la spesa farmaceutica. L’incremento delle aliquote Irpef puoi, eventualmente, operarlo altrove. Ma, per carità di Dio, non a Taranto”.
Aver internalizzato il servizio di 118 nelle Sanitaservice ha determinato, comunque, un incremento considerevole della spesa?
“Era inevitabile, si è trattato di una scelta necessaria. Continuare a tollerare sacche di lavoro nero, per quel servizio, non era più tollerabile”.
Cosa consiglierebbe di fare all’assessore alla Sanità?
“Di calarsi maggiormente nelle diverse realtà pugliesi. Di operare dei distinguo. E di ricordarsi che lui siede in giunta in rappresentanza dell’area tarantina…”.


