La direttrice dell’associazione datoriale degli artigiani tarantini spiega: «Nel mezzo tra lavoratore e stipendio c’è la piccola impresa»
«Parlare di salario giusto è giusto. Difendere il potere d’acquisto dei lavoratori è necessario. Ma oggi dobbiamo avere il coraggio di dire una verità che troppo spesso viene dimenticata: nel mezzo tra lavoratore e stipendio c’è l’impresa. E senza piccole e medie imprese non esiste economia reale, non esiste occupazione stabile e non esiste futuro per i territori». È questa la riflessione lanciata da Rosita Giaracuni, direttrice di Casartigiani Taranto, intervenendo nel dibattito nazionale sul Salario minimo, sul cosiddetto “Salario giusto”, sul fiscal drag e sulle difficoltà economiche che stanno vivendo famiglie, lavoratori e imprese: «Negli ultimi mesi – afferma Giaracuni – il confronto politico si è concentrato soprattutto sul tema salariale, sulla perdita del potere d’acquisto e sul fiscal drag. Sono temi reali, seri, che nessuno può ignorare. Le famiglie stanno vivendo difficoltà concrete e il lavoro va assolutamente tutelato. Ma se vogliamo affrontare davvero questo problema dobbiamo guardare l’intero sistema produttivo italiano, senza fermarci a slogan o contrapposizioni ideologiche».
Secondo Casartigiani Taranto, il tema della dignità salariale non può essere separato dalla sostenibilità delle micro e piccole imprese: «Riteniamo positivo – continua la direttrice – che si sia scelto di valorizzare i contratti delle organizzazioni maggiormente rappresentative, contrastando così i contratti pirata e il dumping contrattuale. Difendere i contratti veri significa tutelare sia i lavoratori sia le imprese sane che rispettano le regole». Ma il tema, secondo Giaracuni, non può fermarsi qui: «È giusto parlare di riduzione dell’IRPEF e di contrasto al fiscal drag, perché gli aumenti salariali non possono essere erosi dalle tasse. Ma bisogna anche comprendere che oggi le micro e piccole imprese stanno sostenendo costi enormi. Non possiamo chiedere alle PMI di farsi carico da sole di tutto il peso del sistema». La direttrice di Casartigiani Taranto entra, quindi, nel concreto della vita quotidiana delle imprese artigiane. Spesso nel dibattito pubblico l’impresa viene raccontata come la parte forte e il lavoratore come la parte debole, ma la realtà delle microimprese italiane è molto diversa: «Dietro una piccola attività – spiega la direttrice Giaracuni- non ci sono multinazionali o grandi gruppi industriali: ci sono famiglie, artigiani e imprenditori che ogni giorno si assumono responsabilità enormi. Quando un artigiano paga uno stipendio non sostiene soltanto il costo della busta paga. Dietro ci sono contributi INPS, INAIL, sicurezza sul lavoro, TFR, ferie, tredicesime, bollette energetiche, tasse, adempimenti burocratici e costi di gestione sempre più elevati. Molto spesso, per garantire un aumento reale al lavoratore, il costo complessivo per l’impresa è molto più alto rispetto a quanto il dipendente percepisce effettivamente».
Anche gli strumenti della bilateralità devono restare coerenti con la finalità per cui sono stati istituiti: garantire prestazioni di welfare, sostegno e servizi concreti ai lavoratori e alle imprese. Per questo è fondamentale, per la direttrice di Casartigiani Taranto, che tali strumenti siano realmente accessibili, tempestivi ed efficaci, soprattutto per le micro e piccole imprese che rappresentano il cuore del tessuto produttivo italiano: «Se questa funzione viene meno – continua Giaracuni – o se l’accesso alle prestazioni diventa eccessivamente complesso, lento o distante dalle esigenze reali del territorio, il rischio è che il versamento alla bilateralità venga percepito non più come un’opportunità e uno strumento di sostegno per l’impresa e per i lavoratori, ma semplicemente come un ulteriore costo a carico delle aziende». Ma il punto centrale dell’intervento riguarda, soprattutto, la condizione umana e sociale vissuta oggi da migliaia di piccoli imprenditori: «Una microimpresa – continua – non si spegne quando si abbassa la saracinesca. L’imprenditore torna a casa, ma continua a portarsi dietro responsabilità, pensieri, scadenze, stipendi, tasse e il peso di dover garantire continuità al proprio lavoro e a quello degli altri. Oggi molti giovani guardano, con paura e incertezza, al mondo dell’impresa. Alcuni fanno fatica ad avvicinarsi al lavoro artigiano e autonomo perché vedono quanto sia diventato difficile sostenere il peso economico, burocratico e organizzativo di un’attività. Per questo è fondamentale ridare valore sociale e prospettiva alle micro e piccole imprese, che restano il vero motore occupazionale dei territori».
Per Casartigiani Taranto questo tema è ancora più importante in una realtà come Taranto. In un territorio segnato, da anni di crisi industriale e incertezza economica, le piccole e medie imprese hanno rappresentato spesso l’unico vero presidio economico e sociale rimasto. Artigiani, attività familiari e microimprese hanno continuato a tenere viva l’economia locale anche nei momenti più difficili. Rafforzare oggi le PMI significa rafforzare il territorio, l’occupazione e la tenuta sociale della nostra comunità. Secondo Giaracuni, anche gli strumenti di sostegno alle imprese devono essere sempre più concreti, semplici e vicini alla realtà quotidiana delle microattività: «Oggi più che mai – prosegue – le piccole imprese hanno bisogno di strumenti realmente tempestivi, accessibili e capaci di rispondere alle difficoltà reali del territorio. Troppo spesso le microattività si trovano a confrontarsi con procedure complesse e meccanismi che rischiano di allontanarsi dalle esigenze concrete di chi lavora ogni giorno sul campo». Ancora, Giaracuni sottolinea che le microimprese non hanno uffici interni, manager o strutture dedicate. L’imprenditore è contemporaneamente titolare, amministrazione, organizzazione e presenza operativa nell’attività. Motivo per cui è fondamentale che tutti gli strumenti collegati al sostegno delle imprese e alla bilateralità mantengano equilibrio, semplicità e reale accessibilità per tutto il tessuto produttivo. Da qui anche una riflessione sul rapporto tra politica, istituzioni e mondo produttivo: «Serve passare dalla teoria agli strumenti concreti. Le imprese hanno bisogno di interventi reali, capaci di produrre effetti misurabili sull’economia territoriale. Oggi le PMI non chiedono slogan, ma condizioni che permettano loro di continuare a lavorare, investire e creare occupazione» evidenzia Giaracuni.
Casartigiani Taranto lancia, quindi, la proposta di un nuovo “Patto per il lavoro sostenibile”, basato su misure concrete sia per i lavoratori sia per le micro e piccole imprese. Le proposte avanzate sono la riduzione del cuneo fiscale per le PMI alleggerimento della pressione contributiva; il contrasto reale al fiscal drag; il credito d’imposta per le imprese che aumentano salari e assumono; semplificazione burocratica; sostegno alla continuità delle microimprese; maggiore valorizzazione dell’artigianato e delle imprese familiari; accesso equilibrato e realmente accessibile agli strumenti di bilateralità e strumenti concreti per lo sviluppo delle PMI nei territori in crisi industriale. Conclude Giaracuni: «Accanto al tema del lavoro povero, oggi, esiste anche il tema delle imprese impoverite. Per questo serve una visione equilibrata, concreta e non ideologica. Difendere il lavoro significa tutelare i lavoratori, ma anche mettere le imprese nelle condizioni di continuare a creare occupazione e mantenere viva l’economia dei territori. Nel dibattito sul salario minimo e sul salario giusto non bisogna dimenticare che nel mezzo c’è l’impresa, soprattutto quella piccola e artigiana, che ogni giorno continua a sostenere il lavoro reale del Paese».


