di Maria D’Urso
Lo scalo di Grottaglie relegato allo sviluppo del cargo e dello spazioporto. Aria fritta insomma. Bitetti dimentica che il Consiglio comunale, solo qualche mese fa, approvò all’unanimità una mozione per la destinazione dei voli civili all’Arlotta. Complimenti a Decaro e al Presidente di Aeroporti di Puglia Vasile
Taranto esclusa, dai voli civili, nel Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035. Il documento di indirizzo politico e tecnico per lo sviluppo del settore aereo, che è stato presentato ieri a Roma presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in cui erano presenti il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Maria Vasile, il Ministro del MIT Matteo Salvini, conferma Foggia, Brindisi e Bari come scali per i voli turistici. Il capoluogo ionico, invece, con l’aeroporto “Marcello Arlotta di Grottaglie” si conferma come scalo nazionale di riferimento per lo sviluppo del cargo e come primo spazioporto nazionale designato per le operazioni di accesso allo spazio.
Decisione che ha, letteralmente, diviso la politica locale e regionale su fronti opposti e, al contempo, riaccende il dibattito sul futuro dell’Arlotta. Il MoVimento 5 Stelle, tramite la consigliera Annagrazia Agolano e il Partito Democratico con Mino Borraccino, sono critici. Tra gli ottimisti e soddisfatti, invece, si colloca il sindaco Piero Bitetti, che nella nota stampa inviata da Palazzo di Città, plaude il MIT: “Conferma la validità della nostra battaglia – dichiara – per attribuire all’aeroporto grottagliese l’importanza che merita, valorizzando la sua vocazione di scalo che si presta a molteplici funzioni. Non a caso negli ultimi anni si è fatto cenno a più riprese a queste opportunità che adesso trovano una formale collocazione anche nei piani del governo nazionale. Il Comune di Taranto ovviamente farà la sua parte sostenendo questo percorso e attivandosi, d’intesa con la Regione Puglia e gli altri attori sociali del territorio tarantino, per sfruttare al meglio questa grande occasione”.
Una posizione, tendenzialmente, paradossale dal momento che proprio lo scorso 20 ottobre, il Consiglio comunale ha votato unanime alla mozione sulla “riapertura ai voli civili” dell’aeroporto di Grottaglie, impegnando il sindaco con la sua giunta ad attivarsi con la Regione Puglia, Aeroporti di Puglia, Enac e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per avviare la conferenza dei servizi prevista dalla legge. Seduta a cui hanno partecipato diverse figure istituzionali come il deputato Dario Iaia (FdI), il senatore Mario Turco (M5s), i sindaci di Grottaglie e Monteiasi, Ciro D’Alò e Cosimo Ciura, il presidente della Camera di Commercio Taranto-Brindisi Vincenzo Cesareo e i rappresentanti dei comitati dediti alla causa.
Dunque, verrebbe da chiedersi da che parte il sindaco di Taranto stia, se della linea tracciata dal Mit o delle istanze espresse all’unanimità dal consiglio comunale.


