Lo “schiaffo” del ministro Giorgetti a Taranto. Tolti 8,5 milioni di euro ai Giochi del Mediterraneo. Risorse necessarie per costruire le strade e la pista di pattinaggio. Esiste, evidentemente, una “Questione meridionale” anche nello sport
La sorpresa che non ti aspetti, il “regalo” scartato all’ultimo momento. Confezionato dal ministro dell’Economia: Giancarlo Giorgetti. E ratificato nel testo della Legge di Bilancio 2025. Taranto – e i suoi Giochi del Mediterraneo – subiranno una decurtazione di 8,5 milioni di euro rispetto agli importi concordati. Ai 300 milioni assegnati da sempre. Attributi, sino all’altro ieri, a suon di decreti governativi. In gergo tecnico, quelli del ministero parlano di un “taglio lineare”. Indiscriminato. Sommario. Operato per fare cassa, riequilibrare l’allegra spesa pubblica italiana. Appreso a soli tre mesi dall’inizio della manifestazione sportiva. Incredibile, ma vero. A Taranto si taglia, si assottiglia, si cuce e si tenta di ricucire. A Milano Cortina si è scialacquato, si è dispensato, non si è badato a spese. A vincoli di bilancio.
Per il leghista Giorgetti – con molta probabilità – c’è una finanza pubblica del Nord e una finanza molto (poco) pudica del Sud. Le manifestazioni sportive nella bergamasca, nel bresciano, e quelle nel cuore di un Mediterraneo deprezzato. La Questione Meridionale affidata alla “statua dell’atleta”. Con quei soldi, economie rinvenute da risparmi e ribassi d’asta, si sarebbero dovuti realizzare le strade. La nuova pista di pattinaggio. Il ministro dello Sport Abodi non si era accorto di nulla? E i parlamentari tarantini, con la grande qualità universalmente loro riconosciuta, sia che approvino – o tentino di opporsi – leggono le norme licenziate in Parlamento? Il testo della Legge di Bilancio? Meno convegni, più fatti. Meno comunicazione, più informazione. Meno cipria su improvvisati moderatori, più pensieri lunghi. Lo “schiaffo” di Giorgetti a Taranto fa male. Fa rumore. Ma non per tutti.


