La destra educata, ospitale, rappresentata da Giampaolo Vietri. Più che l’Alba di San Nicola, l’altra sera è andato in scena il tramonto di certa politica. Confondere una libreria per un’assemblea di partito è un errore da capitalismo delle emozioni. Con Giampi è così: non sai mai dove finisce la pubblicità e inizia il racconto
Quando si rivolge al cartonato della Meloni implorandole di parlare. Quando insegue “educatamente” l’arbitro inglese – Anthony Taylor – dopo la finale di Europa League persa dalla Roma contro il Siviglia. Quando confonde una libreria per un’assemblea di partito. C’è un filo nero, un fascio di luce buia, nella comunicazione di Giampaolo Vietri. Non sai mai dove finisce la pubblicità e dove inizia il racconto. Consigliere comunale. Consigliere regionale. Da oltre vent’anni in politica: prima con AT6, poi con Forza Italia, e adesso con Fratelli d’Italia. Siede nelle istituzioni con la qualifica di oppositore, ma va bene lo stesso. Sempre meglio che lavorare, come si diceva un tempo per noi giornalisti.
L’altra sera Giampi si è superato. Bisogna ammetterlo. Bisogna riconoscerglielo. Lui davanti, lo smartphone d’ordinanza dietro, pronto a riprendere tutto per essere trasferito sui social. Puntato su Michele Emiliano, arrivato a Taranto per presentare il suo libro: “L’Alba di San Nicola”. E ritrovatosi, senza preavviso, dinanzi al confessionale mobile di certa destra inelegante. All’adunanza delle parole private del pensiero. Non discutiamo il merito delle domande rivolte all’ex governatore pugliese, ma il metodo. La teatralità del gesto. La pertinenza dei luoghi. E l’interesse unico per il like: l’amen digitale di una politica nuda. Nutrita esclusivamente dal capitalismo delle emozioni. Non è in una libreria che va cercato lo scontro politico. Le imboscate al vetriolo. Ridate a Vietri il cartonato della Meloni.


