Esponenti di sinistra candidati con gli eredi del MSI. Figure di destra con i compagni del PD. Consiglieri dei Cinque Stelle che raccolgono le firme perchè la Lega possa presentare la propria lista per le consultazioni del 14 giugno. Ma che roba è? La politica è finita. Il giudizio di Enrico Mattei sui partiti
Sistemare in Provincia i conti rimasti in sospeso al Comune. Quantomeno provare a farlo. Riavvolgendo il nastro delle alleanze politiche, dell’alternanza democratica. Delle opposizioni che divengono maggioranza, e viceversa, spostandosi da un consesso all’altro. Più che enti di secondo livello, le Province, intese come istituzione, finiscono col somigliare ad una camera di compensazione. L’assemblea dell’azzardo, del canone inverso. Una sorta di babele di consiglieri (comunali, provinciali) slegati dall’appartenenza ad un preciso schieramento. Ad un’idea coerente.
Esponenti di sinistra per tutta una vita, socialisti e comunisti, candidati con gli eredi del MSI. Come se Pertini potessimo confonderlo con Almirante. Cosi, tutto ad un tratto. Per l’ambizione personale di qualcuno. O, per fare il cammino contrario, il percorso inverso, dirigenti della prima ora di Forza Italia, quelli del “meno male che Silvio c’è”, nella stessa lista con i compagni del Pd. La raccolta delle firme da parte di consiglieri comunali del M5S, perché la Lega potesse presentare la sua lista, ci sorprende meno. Conte e Salvini hanno già governato assieme; a suon di decreti sicurezza dalla dubbia legittimità costituzionale. E, certi amori, certe convenienze, possono essere tirati fuori dalla soffitta alla bisogna.
Uno studente di Scienze Politiche, che volesse preparare l’esame di Diritto Pubblico, se guardasse la composizione delle liste per le consultazioni provinciali del prossimo 14 giugno, le coalizioni che si fronteggiano, rischierebbe seriamente di essere bocciato. La grammatica istituzionale si arresta dinanzi all’ambizione umana. Al rampantismo bulimico. All’idioma fattosi lingua della confusione interessata.
La politica è finita. “I partiti sono come i taxi. Li chiamo quando mi servono, ci salgo sopra, mi faccio portare dove voglio, pago la corsa e scendo.” Enrico Mattei non ha fatto in tempo a vedere cosa sarebbero diventate le istituzioni. Provincia: area vasta di un personale politico minuscolo


