Non oltre un milione e mezzo di euro. Queste le risorse che la Regione destinerà per i Giochi del Mediterraneo. Altro che i 4 milioni chiesti, inizialmente, dal Comitato. A Taranto, ai tarantini, va bene così. Ai suoi rappresentanti che siedono a Bari, anche. La stagione politica che viviamo? La Pro-forma a digiuno di sostanza
All’incirca un milione e mezzo di euro. Non un euro in più. La Regione Puglia destinerà questa somma, alla fine, per i Giochi del Mediterraneo di Taranto. Meno della metà (4 milioni) di quanto, inizialmente, chiesto dal Comitato organizzatore. Poco. Roba da braccino corto. Da rappresentazione teatrale de “L’avaro di Molière”. Un’inezia. Economie che verranno destinate per i servizi sanitari e ambientali. Era lecito attendersi di più? Se si considera la portata internazionale dell’evento, assolutamente sì. Così come la sua estensione geografica: ben 21 comuni pugliesi coinvolti, ripartiti su più province.
Ma niente. Da Bari sono inamovibili. I nostri rappresentanti in Consiglio regionale, poi, neanche a parlarne. Sinistri, destri, ambidestri come i Cinque Stelle, maggioranza, opposizione: tutti in religioso silenzio. Tutti molto freddi in petto. Tutti così somiglianti al niente. Questi siamo. Questi sono. Inutile fare il fegato marcio. Decaro festeggia i santi, quando finisce con San Nicola inizia con San Cataldo. Egli stesso appare come un santo al quale non si può obiettare nulla. Patrono, padrone di questa stagione politica. L’immagine è debordante, sono i contenuti a latitare. La Pro-forma a digiuno di sostanza. A Taranto, ai tarantini, va bene così. Fare il gioco di qualcuno, e mai di se stessi, è la disciplina che prediligono. Quella per la quale andrebbero a medaglia anche senza gareggiare.


