L’ azienda chiude tre stabilimenti italiani: Santeramo in Colle, Jesce 2 e Graviscella
Delocalizzazione di altri volumi produttivi in Romania e chiusura di tre stabilimenti. Queste le decisioni prese da Pasquale Natuzzi che fa arrivare la notizia durante l’ incontro di preparazione per il tavolo a Roma dell’ 11 giugno prossimo.
” Smentisce gli impegni assunti al Ministero – afferma Pagano, consigliere regionale – e sancisce uno strappo pesante con i sindacati” Sarebbero tre gli stabilimenti che il marchio famoso del divano si appresta a chiudere i battenti: Santeramo in Colle, Jesce 2 e Graviscella.
Le sigle sindacali sottolineano: “Si tratta di decisioni già assunte e dichiarate immodificabili dalla direzione aziendale.Non è tollerabile che un’impresa cambi continuamente gli impegni assunti con le istituzioni e mantenga un atteggiamento di chiusura totale con i propri dipendenti nonostante tutti gli sforzi fatti in questi mesi di intensificazione della crisi” .
“L’azienda pur avendo beneficiato nel tempo di sostegni pubblici e della disponibilità al confronto da parte delle istituzioni nazionali e locali e del sindacato, continui a procedere con scelte unilaterali che tradiscono gli impegni e producono effetti pesantissimi su lavoratrici, lavoratori e comunità locali. La prospettiva di arrivare a chiudere tre stabilimenti su cinque, in un contesto già segnato da processi di deindustrializzazione, avrebbe un impatto socioeconomico rilevante sull’occupazione e sulla tenuta del tessuto produttivo, mentre Puglia e Basilicata discutono del rilancio e della vocazione produttiva del distretto del mobile imbottito”. Così in una nota, il segretario generale della Fillea Cgil Puglia Ignazio Savino .



