L’imbarazzo del PD. Le colpe del PD. Bitetti che compie gli stessi errori di Melucci. Il convento è povero, ma i frati sono ricchi. La politica a Taranto: ieri, oggi e domani
Le nomine nel Comitato dei Giochi con scialo di denaro pubblico. La scelta del nuovo Capo di Gabinetto a Palazzo di Città. I gruppi che si fanno e si disfano in Consiglio comunale. L’accordo politico tra sinistra e destra celato nella collaborazione istituzionale per il CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo). Serpeggia imbarazzo – e delusione crescente – nelle fila del PD tarantino. Una sorta di sgomento progettuale. Di progresso di segno contrario, regressivo. Con Melucci, con Bitetti, è sempre la stessa solfa. Come la fai la sbagli. Il convento è povero, ma i frati sono ricchi. La battuta sarcastica con la quale Rino Formica immortalò i lavori dell’assemblea socialista, alcuni decenni or sono, è sempre attuale. Calza su misura per la realtà pugliese. Per una politica trasformatasi in Ufficio di collocamento.
Cadute in disuso le ideologie del Novecento, avanza – e resiste – la prassi dell’amichettismo. Il merito umiliato, sacrificato per ingraziarsi il consenso. L’interrogativo che assilla i Democratici è lo stesso che assalì il procuratore capo di Milano ai tempi di Tangentopoli, Francesco Saverio Borrelli: “Dovrei chiedere scusa, non valeva la pena buttare all’aria il mondo precedente per trovarci in quello attuale”. Vorrebbero chiedere scusa quelli del PD, ma non possono farlo. Non ce la fanno. Sono in maggioranza. Governano. Al potere, e alle sue lusinghe, non vogliono rinunciare per niente al mondo. Nei colloqui privati si lamentano, scalciano, rimbrottano. In pubblico, nelle occasioni ufficiali, rientrano nei ranghi. Cambiano registro narrativo, postura istituzionale.
Taranto ultima nelle classifiche sulla qualità della vita. Taranto con un centro storico che cade a pezzi, ignominia nazionale nel Paese che non sa più arrossire per la vergogna. Taranto senza un assessore alla Cultura. Taranto che ha un assessore all’Ambiente ma è come se non ce l’avesse. Taranto che ricorre al Tar, che poi ricorre a Consiglio di Stato, sull’Ilva. Taranto che non ha soldi per la pulizia delle strade, per il decoro urbano, ma spende e spande per assistenti e portaborse. Taranto che subisce i Giochi del Mediterraneo, incapace nell’offrire un significato ulteriore. Un progetto altro, in grado di durare quando la manifestazione sportiva avrà avuto termine. No, non può cavarsela con l’imbarazzo il PD. Con il disagio consegnato ai messaggi sui telefonini. Con il disappunto affidato al chiacchiericcio. Troppa facile così. La luce cade sempre dall’alto. Anche il buio di certe condotte politiche opportunistiche.


