“Necessario affrontare la vertenza del siderurgico tarantino guardando in faccia la realtà”
“Sull’Ilva, sapete che io penso che sia sostanzialmente chiusa. So che è una provocazione, l’acciaio in questo Paese serve, ma comincio a pensare che sia necessario capire come diamo risposte intanto ai lavoratori che sono in cassa integrazione da tempo. E poi io penso che si debba cominciare a ragionare su una pacificazione del territorio. Quel sito produttivo può essere utilizzato per altre cose? Ripeto, l’acciaio serve, ma mi pare che nessuno ci voglia mettere le mani”. Lo ha detto a Bari il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, a margine del congresso regionale del sindacato, rispondendo ad una domanda dei cronisti sulla vertenza che riguarda l’ex Ilva e Taranto. “Sento anche che industriali italiani dicono che vogliono intervenire, ma con i soldi dello Stato, così – ha aggiunto – siamo bravi tutti”.
“Serve affrontare con risoluzione e molta verità il fatto che l’Ilva non riesce a ripartire e ci sono molte situazioni legate alle scelte che gli enti locali fanno. Taranto – ha riferito – che cos’è in grado di tollerare ancora ? 4-5 anni di interventi e di funzionamento dei forni a carbone? E quando si parla di decarbonizzazione, la decarbonizzazione verso i forni elettrici porterà 5.000 esuberi. Chi li gestisce? Sappiamo che sono domande scomode, ma dalle quali non ci possiamo sottrarre”.
“Noi siamo abituati a guardare le cose come stanno e a parlare con la verità. Quindi speriamo che su questa vertenza ci sia la capacità di affrontarla guardando in faccia la realtà e soprattutto – ha concluso Bombardieri – tentando una pacificazione col territorio, che mi sembra anche una cosa importante”. (Ansa)



