“Mentre vediamo la politica interessata a temi che sono lontani dalla realtà e dai bisogni dei cittadini, dalla legge elettorale alle primarie la metalmeccanica italiana e intere filiere strategiche si trovano in una condizione al limite”
“Il settore metalmeccanico italiano è in codice rosso, travolto da una tempesta perfetta e da una desertificazione crescente, causate dalle scellerate regole del Green Deal europeo e dall’assoluta incapacità del Governo italiano di mettere in campo un serio piano industriale”. Il grido d’allarme di Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, arriva dal 18° Congresso Nazionale della Uilm che si apre oggi a Bari intitolato ‘Intelligenza Umana: governare il cambiamento, proteggere l’occupazione’.
“Mentre vediamo la politica interessata a temi che sono lontani dalla realtà e dai bisogni dei cittadini, dalla legge elettorale alle primarie – aggiunge Palombella – la metalmeccanica italiana e intere filiere strategiche si trovano in una condizione al limite: rappresenta il 61% delle crisi aperte al MIMIT per un totale di 45 tavoli aperti, con oltre 50mila lavoratori interessati tra diretti e indiretti.
Da Stellantis all’Ilva, da Electrolux alle decine di altre vertenze aperte assistiamo a misure tampone, al rinvio di decisioni strutturali e alla chiarezza sul ruolo dello Stato per gestire transizioni epocali in filiere che solo a parole vengono definite strategiche – conclude – Per questo diciamo basta a passerelle politiche e basta aiuti a pioggia alle multinazionali senza vincoli occupazionali e sociali. Noi continueremo a lottare per difendere ogni singolo posto di lavoro e per un futuro industriale sostenibile”.
AI, Palombella (Uilm): “Senza regole sarà moltiplicatore di disuguaglianze”
“L’intelligenza artificiale non è neutra e sta già rivoluzionando il lavoro industriale. Per questo non possiamo lasciare il futuro nelle mani del mercato, della finanza e degli algoritmi: al centro deve tornare l’Intelligenza Umana”. È il netto monito lanciato da Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, durante il 18° Congresso nazionale in corso a Bari, intitolato ‘Intelligenza Umana: governare il cambiamento, proteggere l’occupazione’.
“L’intelligenza artificiale senza regole chiare e senza una contrattazione preventiva, rischia di diventare solo un gigantesco moltiplicatore di disuguaglianze” aggiunge il leader Uilm. “L’aumento della produttività generato dall’AI – sottolinea Palombella – deve tradursi in una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, una migliore qualità della vita, una maggior tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
La formazione rimane fondamentale perché le competenze saranno centrali per il futuro – conclude – i lavoratori non devono subire la tecnologia, ma avere gli strumenti per governarla. Non esiste innovazione senza lavoro di qualità, non esiste innovazione senza il rispetto della dignità umana. Il futuro del lavoro non lo costruiscono gli algoritmi ma le persone”.



