Intervista ad Emiliano Messina. “Bitetti è venuto meno agli impegni presi per le consultazioni provinciali. La città è ferma, sfiduciata, senza un’idea progettuale. Sbaglia FdI a chiedere le dimissioni del solo vicesindaco Giorno per i fatti del Medimex”
Messina, complimenti per la sua elezione a consigliere provinciale.
“Grazie. Si tratta di un risultato sorprendente, insperato per come si erano messe le cose…”.
Come si erano messe le cose?
“Devo ringraziare soltanto il mio partito, l’Udc, per questo risultato. La rete di amministratori dello scudocrociato nei comuni del tarantino; la capacità di saper fare sistema. Un grande lavoro di squadra. Senza tutto questo non ce l’avrei fatta”.
Chi, invece, non va ringraziato?
“Il sindaco di Taranto”.
Perché?
“Perché in politica, e in genere nella vita, gli impegni presi vanno mantenuti. E, se qualcosa cambia all’ultimo momento, bisogna avere il garbo di comunicarlo ai diretti interessati. Una responsabilità, mi lasci dire, umana prima che istituzionale”.
Si spieghi meglio.
“La lista Patto jonico riformisti ed europeisti nasce con alcune precise credenziali. Risponde ad un’idea chiara. Quella di sperimentare in Consiglio provinciale un’alleanza trasversale tra civici ed esperienze, per cosi dire, più partitiche. La mia candidatura s’iscrive in questo solco progettuale, altrimenti poteva anche non rendersi necessaria. Era tutto concordato. La ripartizione dei voti sui singoli candidati. L’impegno di alcuni settori del Consiglio comunale di Taranto. Il sindaco, però, ad un certo punto ha cambiato idea. Vengo a sapere la sera prima delle votazioni, non da lui, che quello schema era saltato. Che bisognava sostenere altri, non più il sottoscritto”.
Lei resta all’opposizione del governo cittadino?
“Resto dove hanno voluto che fossi i miei elettori. Serve fare opposizione: un’opposizione attenta e costruttiva. Taranto è governata male. La città è ferma. Tutti gli indicatori economici sono al ribasso. Manca la progettualità, il grande respiro ideale. Ad aumentare sono soltanto i portaborse, il cerchio magico di un potere sempre più distante e distratto dai problemi reali dei tarantini”.
Sul Medimex, sulla sua gestione, Fratelli d’Italia chiede le dimissioni del vicesindaco Giorno.
“E perché soltanto quelle di Giorno e non quelle del sindaco e dell’intera giunta….?”.
Deve chiederlo ai suoi amici della minoranza.
“Non ho sottoscritto quel documento perché lo considero sbagliato. Introduce la logica dei figli e dei figliastri. E lascia presagire inciuci che lei, sul suo giornale, denuncia ormai da mesi”.
Siamo a poco meno di due mesi dai Giochi. Molti sostengono che si tratterà di un evento cerniera per la politica tarantina. Che i conti lasciati in sospeso a Palazzo di Città, una volta che l’evento internazionale avrà avuto fine, non potranno più essere procrastinati.
“E’ una tesi che circola negli ambienti politici. In quelli giornalistici. Nei circoli economici. Può darsi. Bitetti è una delusione. Non sembra adeguatamente attrezzato per affrontare la complessità di Taranto. Le sue ferite storiche e sociali. Le sue divisioni opportunistiche. Si tratta di una verità ormai acclarata, non serve aspettare la fine dei Giochi per esserne consapevoli”.


