La chiusura del tratto continua ad ammazzare le micro e piccole imprese locali. Casartigiani Taranto trova, inammissibile, che il destino di cinquanta famiglie sia appeso ai ritardi e ai continui rimpalli dell’inefficienza della macchina amministrativa tarantina
La chiusura del “Rondò Croce” continua ad ammazzare le micro e piccole imprese locali. Casartigiani Taranto trova, inammissibile, che il destino di cinquanta famiglie sia appeso ai ritardi e ai continui rimpalli dell’inefficienza della macchina amministrativa tarantina che a oggi non sia riuscita a trovare delle soluzioni alternative per garantire la viabilità. Nuclei familiari che rischiano un progressivo impoverimento, dal momento che la principale arteria di accesso alla città risulta interrotta ormai da diversi mesi.
Questa situazione affonda le proprie radici in una mancata programmazione che dura da oltre trent’anni. Da decenni, infatti, quel tratto stradale avrebbe dovuto essere oggetto di interventi strutturali di messa in sicurezza, mai, realmente affrontati da parte della macchina amministrativa. Eppure, non si tratta di una strada secondaria, bensì dello snodo viario più importante per Taranto, l’arteria di ingresso e di uscita della città per chi proviene dalla Calabria lungo la Strada Statale 106 e dalle località turistiche di Castellaneta e Ginosa. Un’infrastruttura strategica che collega Taranto al resto del Paese e che rappresenta una porta d’ingresso fondamentale per cittadini, turisti, lavoratori e imprese. Il problema, di oggi, non nasce dalla chiusura del tratto, ma da anni di rinvii, omissioni e assenza di pianificazione alternativa. Se la messa in sicurezza fosse stata programmata nei tempi dovuti, affiancata a soluzioni immediate come la apertura alternativa di tratti viari, oggi il territorio non si troverebbe ad affrontare un’emergenza che sta mettendo in ginocchio decine di attività economiche.
Le imprese non possono continuare a pagare il prezzo dell’inerzia amministrativa accumulata nel corso degli anni. Mentre si individuano le soluzioni definitive, è indispensabile adottare immediatamente misure temporanee che consentano di salvaguardare il tessuto economico dell’area: «Non si può chiedere ad aziende – denuncia a gran voce il coordinare regionale di Casartigiani Puglia Stefano Castronuovo – che già subiscono un drastico calo del fatturato di attendere ancora. Se c’è un problema l’amministrazione deve garantire una soluzione: i lavori pubblici possono e devono essere eseguiti, ma non è accettabile che l’accesso principale alla città rimanga completamente interdetto senza aver predisposto un’alternativa praticabile. Parliamo di un’infrastruttura strategica che avrebbe dovuto essere messa in sicurezza da oltre trent’anni. Oggi, invece, sono imprenditori, lavoratori e famiglie a pagare il prezzo di una mancata programmazione che si trascina da decenni. Le imprese non chiedono privilegi, ma il diritto di poter lavorare. Ogni giorno perso significa altro fatturato che scompare, altri clienti che si allontanano e altre aziende che rischiano di chiudere. Questo territorio non può più permetterselo».
Per questo Casartigiani Taranto ribadisce la richiesta di procedere, con urgenza, alla verifica tecnica finalizzata all’apertura di una viabilità provvisoria che consenta il collegamento tra via Machiavelli e via Metaponto, adottando tutte le misure necessarie in materia di segnaletica, canalizzazione dei flussi e sicurezza. Anche una soluzione sperimentale consentirebbe alle imprese di recuperare almeno una parte della normale accessibilità e di limitare i gravissimi danni economici che stanno subendo. Contestualmente, l’associazione degli artigiani tarantini chiede il potenziamento dei percorsi alternativi, una segnaletica chiara ed efficace, l’eliminazione dei principali punti di congestione e, ove compatibile con la sicurezza, l’introduzione di deroghe temporanee per i mezzi destinati alle attività produttive, alla distribuzione delle merci e ai servizi logistici.
Sul fronte economico, Casartigiani Taranto ritiene non più rinviabile l’attivazione di un pacchetto straordinario di sostegno alle imprese direttamente penalizzate dalla chiusura del Rondò Croce. Nello specifico, l’associazione chiede l’esenzione o l’azzeramento della TARI, dell’IMU e degli altri tributi e canoni comunali dovuti dalle imprese ubicate nell’area interessata per tutto il periodo di chiusura della viabilità; l’attivazione, d’intesa con Regione Puglia e Governo, di contributi a fondo perduto e strumenti di sostegno economico per favorire la continuità aziendale e la ripartenza delle attività; misure di facilitazione dell’accesso al credito e di garanzia finanziaria per le imprese maggiormente colpite; l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con Comune, Regione, associazioni di categoria e rappresentanti delle imprese per monitorare costantemente l’avanzamento dei lavori, individuare soluzioni condivise e reperire tutte le risorse disponibili a livello regionale, nazionale ed europeo:
Casartigiani Taranto, al tempo stesso, conferma la propria piena disponibilità a collaborare con i funzionari mettendo a disposizione dati, informazioni e il contributo diretto delle imprese associate per quantificare i danni economici subiti e mettere in campo, insieme, le soluzioni più rapide, efficaci e sostenibili a tutela del tessuto produttivo: «Non è più il tempo dello scaricabarile – conclude Castronuovo –.chi ha responsabilità amministrative ha il dovere di trovare rapidamente una soluzione. Ogni giorno che passa significa nuovi danni economici, perdita di fatturato e posti di lavoro a rischio. Le imprese hanno già fatto la loro parte e non possono essere lasciate sole a pagare il conto di una vicenda che nasce da decenni di mancata programmazione. La politica e la macchina amministrativa hanno oggi il dovere di offrire alternative concrete e immediate»



