Tra le varie dichiarazioni sulla questione, quella della scrittrice tarantina Valentina Petrini: “Ehi Taranto, hai letto?Il collegamento ferroviario nazionale con il Frecciarossa tra Taranto e Roma, il governo Meloni non lo paga.Lecce-Bari-Napoli sì. Taranto no. Taranto -se li vuole – deve pagarsi da sola.I tarantini non hanno diritti. Sono periferia. Siamo necessari solo quando si tratta di sacrificare le nostre vite in nome di acciaio, rigassificatore, discariche. Dai, che bello: a breve iniziano i Giochi del Mediterraneo. Vengono Meloni e Mattarella all’inaugurazione. Tanto loro non hanno mica bisogno del treno veloce. Svegliamoci! Non siamo scimmie a cui dare noccioline”
Decaro interviene sulla perdita del collegamento diretto Frecciarossa tra Taranto e Roma. Dal 1 luglio il capolinea viene spostato a Metaponto. Il Presidente della regione Puglia punta il dito contro il Governo e il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini e sostiene che non può essere la Regione a finanziare un servizio ferroviario Nazionale.
Anche dall’ opposizione regionale arrivano dichiarazioni. Il consigliere di Fratelli d’Italia Renato Perrini, mette sotto accusa la giunta pugliese per aver abbandonato Taranto. Nel dibattito sono intervenuti anche il Comitato Treni a Taranto e Confartigianato Taranto. L’ appello è quello di creare una strategia complessiva per la mobilità del territorio. La riduzione del servizio è legata al mancato accordo economico tra Puglia e Basilicata sul cofinanziamento del collegamento.



