Gli assessori. I consiglieri comunali da tirare dalla propria parte. I presidenti di municipalizzata. Al PD, più che l’Amministrazione Bitetti, interessa il PD. La figura del segretario cittadino. Quella del segretario provinciale. La trappola di Tucidide nel cuore della Magna Grecia
Cose da PD. Da partito che annovera molte anime al proprio interno. Troppe. Ma latita, è orfano di un progetto politico. Di una chiara – e spendibile – piattaforma governativa (e riformista). Tanto da confondere il pluralismo con l’anarchia interessata. La discussione democratica con il caos organizzato. Quanto sta avvenendo nell’Amministrazione comunale di Taranto risponde ad una logica chiara. Palmare. Evidente ormai anche a chi, del notista politica, non ha lo studio e neanche il talento. Ma, di rimando, regge bene il microfono per domande accomodanti. Per interviste telecomandate. La stampa che soccorre il potere perché, a sua volta, possa essere soccorsa.
Il terreno di scontro è il Consiglio comunale. Le baruffe attraversano la giunta municipale. La nomina di questo o quell’assessore. Di questo o quel presidente di municipalizzata. Il sindaco che tiene discorsi in Aula incentrati sul consenso da lasciare volentieri ad altri, magari a quei rosiconi del Sole 24 Ore, perché il buon governo rifugge dalle classifiche redatte dal maggior giornale finanziario del Paese. Beato lui. Lunga vita al Melucci ter, nemesi di un passato che torna, modello culturale fattosi postura istituzionale. Ma la partita vera, dicevamo, si gioca altrove. Riguarda quello che, con linguaggio delle scienze antropologiche, si chiama l’altro da me. Il convitato di pietra di questa storia ha nomi e cognomi. Casella da occupare, figure da disarcionare dai rispettivi ruoli.
Al PD, insomma, più che l’Amministrazione comunale interessa il PD. La figura del futuro segretario cittadino. Quella del prossimo segretario provinciale. Chi possa guidare il partito dalla plancia di comando. Chi possa decidere le candidature, le deroghe ai mandati che si cumulano in barba a regolamenti e norme statutarie. Borraccino e Lonoce da una parte, Giorno (assieme ai consiglieri comunali Serio, Panzano, Contrario, Spalluto: fresco di dimissioni in Kyma Ambiente) dall’altra. Con Mancarelli che da, Capo di Gabinetto in Provincia, recuperata l’agibilità politica perduta trama e reclama. Una guerra di posizione. Una sorta di trappola di Tucidide ordita dai compagni nel cuore della Magna Grecia. A Bitetti lasceranno fare il sindaco sino a quando converrà loro. Non oltre il tempo di aver sistemato prima le cose nel partito.


