Secondo quanto riporta AGI, resta in corsa il gruppo indiano Jindal, che aveva già manifestato il proprio interesse partecipando al primo bando avviato nell’estate del 2024
Prossimo vertice a Palazzo Chigi il 28 luglio. AGI spiega che il Governo ha convocato i sindacati per una stretta finale. tra le motivazioni: l’apertura da (due anni) della procedura di vendita dell’ex Ilva, la necessità di uscire dall’amministrazione straordinaria e di trovare un investitore privato che metta mano al rilancio e agli investimenti. Inoltre, gli aiuti pubblici stanno per finire tant’è che a breve lo Stato erogherà gli ultimi 140 milioni del prestito ponte autorizzato mesi fa dalla UE sino a 390 milioni per consentire il passaggio della società al privato.
Secondo quanto riporta AGI, resta in corsa il gruppo indiano Jindal, che aveva già manifestato il proprio interesse partecipando al primo bando avviato nell’estate del 2024. Stando a quanto emerge da fonti vicine alla trattativa, la sua sarebbe oggi l’unica offerta realmente in campo. Il progetto ipotizzato prevede il mantenimento in organico di circa 4.500 degli oltre 8mila dipendenti dello stabilimento di Taranto. Sul fronte produttivo, l’azienda punta a realizzare 2 milioni di tonnellate di acciaio con un forno elettrico, mentre altre 4 milioni di tonnellate arriverebbero dall’impianto del gruppo in Oman per essere sottoposte a ulteriori lavorazioni nel sito pugliese. Una proposta che dovrebbe essere esaminata nel corso dell’incontro del 28, ma che ha già provocato la dura reazione delle organizzazioni sindacali. I rappresentanti dei lavoratori, preoccupati per le possibili conseguenze sul piano occupazionale e industriale, insistono sulla necessità di un intervento pubblico a tutela del futuro dell’ex Ilva.



