Succede a Beppe Romano (Categoria dell’industria metalmeccanica) che è stato da poco eletto alla guida della Flai Cgil di Taranto.
Pubblichiamo la nota per intero
Brigati, tarantino, dipendente del siderurgico dal 2001, eletto Rsu per la prima volta nel 2010, ha ricoperto nel 2016 il ruolo di coordinatore Rsu in Ilva, quindi l’ingresso nella segreteria provinciale della Fiom Cgil di Taranto, nella quale diviene segretario generale a dicembre del 2022.
“Voglio ringraziare per la fiducia accordatami – le sue prime parole – la segretaria nazionale Fiom, quella regionale della Cgil, e il compagno Beppe Romano con cui ho condiviso un pezzo di strada importante del mio percorso sindacale, in una stagione complessa per l’industria regionale, a partire dalla più grave vertenza italiana, quella del siderurgico di Taranto. Per la Cgil, a ogni livello, è ben chiaro che lo sviluppo del territorio e la buona occupazione si sostiene difendendo e allargando la base manifatturiera, sostenendo investimenti nelle transizioni energetiche e digitali, puntando su ricerca e innovazione, per creare posti di lavoro qualificati in grado di fermare l’emigrazione di tanti giovani, soprattutto con alte competenze. Esistono oggi due vertenze: una “Puglia” e una “mezzogiorno”. Entrambe vanno affrontate con urgenza.
Nella sua relazione Brigati ha elencato le numerose criticità che attraversano i settori metalmeccanici, dall’acciaio, all’automotive. Si tratta di settori, dichiara Brigati, dove si avverte l’assenza di politiche industriali e investimenti da parte del Governo. Ci sono tante, troppe crisi produttive che hanno bisogno di risposte, a partire da quella della Bosch. Esiste poi una emergenza salariale che la Fiom combatte nelle sue infinite lotte, come le 40 ore di sciopero contro Federmeccanica che ha portato a un contratto dove siamo riusciti ad ottenere aumenti importanti nel triennio.
Quanto all’ex Ilva, Brigati ha ricordato che “non può esistere un futuro della siderurgia a Taranto se non viene affrontata seriamente la questione ambientale, strettamente collegata al piano industriale, utile e necessaria per programmare un futuro sostenibile attraverso un cambio programmato e graduale della produzione a ciclo integrale. Decarbonizzazione che viene costantemente rinviata. Infatti, tra i tanti obiettivi previsti dal PNRR c’era anche la transizione ecologica dell’ex Ilva che nel corso del 2023, il governo Meloni ha deciso di rimuovere il progetto da 1 miliardo di euro destinato per la de carbonizzazione e inserito successivamente nei fondi di sviluppo e coesione per il progetto del DRI e poi sottratti dal ministero dell’ambiente e della sicurezza con la finalità non ben definita di sostegno alla de carbonizzazione dell’industria siderurgica. Ancora una volta assistiamo ad una mancanza di assunzione di responsabilità da parte del governo che, ad oggi, oltre a proseguire con il bando di vendita internazionale non ha ben chiaro quale sia esattamente il futuro di un sito d’interesse strategico per il nostro Paese”.
L’unica soluzione, per la Cgil e la Fiom, “resta un intervento pubblico capace di garantire una transizione ecologica e sociale, perché l’Italia ha bisogno di acciaio e Taranto non può perdere l’occasione di realizzare una vera riconversione dopo decenni di produzione a carbone”.
Vi sono anche segnali positivi, che arrivano dal “settore dell’informatica in Puglia, in particolar modo nella città di Bari che è in continua crescita e il ruolo della Fiom Cgil diventa fondamentale per conoscere i processi di trasformazione ed innovazione tecnologica. Il mercato digitale pugliese, infatti, si conferma un importante driver di crescita dell’economia regionale. A sostenere l’espansione sono soprattutto i servizi ad alto valore aggiunto, dalla consulenza ICT allo sviluppo software insieme alle tecnologie strategiche come intelligenza artificiale, Cybersecurity. Il settore dell’informatica conta 5966 imprese e continua a generare occupazione qualificata: gli addetti sono passati da circa 13100 nel 2020 a oltre 15200 nel 2025”.
Quanto a Leonardo, altro fiore all’occhiello dell’industria pugliese, “permane il problema di essere un’azienda mono committente. Il ruolo della Fiom, insieme alle lavoratrici e lavoratori, in questi anni è stato sempre quello di rivendicare processi di diversificazione e di garantire che Leonardo rimanga dentro il perimetro in possibili operazioni di Joint venture”.
Vi è poi l’eolico, “che nella nostra regione vede un insediamento produttivo a Taranto con Vestas, e con service di Vestas Italia tra Foggia e il Salento, insieme a Siemens che potranno essere determinante ed indubbiamente avere un ruolo importante all’interno di un piano energetico nazionale che prevede energie rinnovabili e che, già dai prossimi anni, vedrà un aumento della produzione”.
Brigati ha annunciato che nelle prossime settimane incomincerà “un confronto con le segreterie provinciali di tutta la Puglia per conoscere e approfondire il tessuto produttivo dei territori interessati e costruire un percorso condiviso con cui stabilire obiettivi e strategie comuni in grado di affrontare le sfide presenti e future. La Fiom Puglia ha bisogno di essere protagonista nel quadro di grande incertezza che viene rappresentato in tutto il territorio. Ritengo necessario che settori come l’automotive, l’informatica, il sistema degli appalti, aerospazio e rinnovabili debbano trovare momenti di confronto e soprattutto di azione comune al fine di far crescere la Fiom in Puglia”.



