di Maria D’Urso
I tarantini pagheranno una tari più salata: previsti aumenti tra il 6 e il 7 %. Tartaglia alla fine si è dimesso dalla presidenza della commissione, ha giurato fedeltà al sindaco, ma quando c’è stato da votare il PEF (Piano Economico Finanziario) non lo si trovava in aula. Maggioranza in evidente stato confusionale
Approvato il Regolamento economico-finanziario della Tari. I cittadini residenti nel Comune di Taranto dovranno fare i conti con un aumento della tassa sui rifiuti che si aggira tra il 6 e il 7%, sia per le utenze domestiche sia per quelle non domestiche. Dopo un primo appello andato a vuoto per mancanza del numero legale, il Consiglio comunale di questo pomeriggio è iniziato in seconda convocazione, quando la maggioranza ha raggiunto i propri banchi. Assenti Antonio Quazzico (Partito Liberal Democratico), Gianni Azzaro (Riformisti per Taranto) e Salvatore Brisci (Fortemente Liberi).
Tartaglia si dimette dalla Commissione, ma resta fedele alla maggioranza
Le dimissioni di Gianni Tartaglia (Per Bitetti) come presidente della Commissione Servizi, sono arrivate qualche minuto dopo l’inizio della seduta. Nel suo discorso di congedo ha annunciato di rimanere fedele alla maggioranza che sostiene il sindaco Piero Bitetti, aggiungendo che le vicende personali dovrebbero restare lontane dai social network. Un chiaro riferimento alle accuse mosse dalla collega del Gruppo Misto Bianca Boshnjaku, che qualche settimana fa, aveva raccontato in una diretta Facebook il vivace confronto avuto con il consigliere. La replica, in aula, non si è fatta attendere: “Sono orgogliosa – ha detto Boshnjaku – delle mie origini. Ho raccontato la verità perché devo insegnare alle mie figlie cosa sia il rispetto e lo rifarei ancora”. Mentre si sfogava è stato inevitabile non restare catturati dalla doppia spilletta con le bandiere dell’Italia e dell’Albania.
Approvati il PEF 2026-2029 e le nuove tariffe Tari
Via libera anche al Piano Economico Finanziario (PEF) 2026-2029 e alle tariffe Tari. Come ha spiegato il presidente della Commissione Bilancio, il consigliere del Partito Democratico Luca Contrario, gli aumenti sono “oggettivi” e si sono registrati anche in altri capoluoghi italiani. Gli interventi della minoranza, in particolare di Fratelli d’Italia, si sono concentrati sull’incapacità gestionale della partecipata Kyma Ambiente, responsabile del servizio di igiene urbana, sostenendo che siano i cittadini a pagare le conseguenze “attraverso l’aumento delle bollette”. Al momento della votazione si è astenuto il consigliere Enzo Di Gregorio (Azione). I voti favorevoli sono stati diciotto, compreso quello del sindaco Piero Bitetti e dell’intera maggioranza, con l’eccezione di Gianni Tartaglia. Del consigliere, infatti, continua a risultare difficile comprendere la posizione politica: qualche minuto prima interviene a sostegno dell’amministrazione ma, al momento del voto, esce dall’aula senza esprimersi, come avvenuto anche in questa occasione. Per quanto riguarda le tariffe Tari 2026, invece, Contrario ha spiegato che sarà applicato un aumento “lineare”, senza correttivi, come previsto dall’emendamento presentato dall’intera maggioranza. Nel dettaglio, per le utenze domestiche è previsto un aumento del 6,64% della quota fissa e del 13,5% della quota variabile, con un impatto maggiore sui nuclei familiari più numerosi, seppur distribuito sull’intera platea degli utenti. Per le utenze non domestiche, che comprendono commercianti e artigiani, l’aumento sarà invece del 6%. Aumenti che il sindaco Piero Bitetti, nel suo intervento, ha definito “non gravosi” ritenendoli “minimi”. L’emendamento, invece, è stato definito dall’opposizione “una furbata” che, a onore del vero, non ha convinto neppure il dirigente Stefano Lanza, che ha espresso parere negativo. Secondo il dirigente, infatti, “l’articolo 1 dispone che la Tari sia determinata secondo i criteri previsti dal DPR 158/1999”, motivo per cui “il costo complessivo dovrebbe rimanere invariato, mentre l’emendamento modifica la ripartizione del medesimo gettito”. Una spiegazione che non è piaciuta a Luca Contrario e per cui si è lasciato andare a un accesso scambio di battute. Qui, il presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano è intervenuto invitandolo a non “riferire cosa il dirigente possa e non possa dire” ricevendo da Lanza la replica: “Non è la prima volta che Contrario ha questo atteggiamento”. Ancora una volta è sembrata emergere una scarsa interlocuzione tra la politica e la struttura dirigenziale. Tuttavia, nonostante il parere tecnico contrario, la maggioranza ha comunque approvato l’emendamento incassandolo come una vittoria.
Cassato il nuovo regolamento per l’utilizzo delle palestre scolastiche
Tra i punti all’ordine del giorno figurava anche il nuovo Regolamento per l’utilizzo delle palestre scolastiche comunali in orario extrascolastico. Dovendo lasciare l’aula, il consigliere Tartaglia ha chiesto, casco alla mano, di anticipare la discussione del provvedimento, particolarmente sentito anche in considerazione del suo ruolo di dirigente scolastico. Il consigliere aveva, infatti, presentato un emendamento che, purtroppo, ha ricevuto il parere negativo del dirigente competente. Tra qualche sorriso e battuta dei colleghi in aula, Tartaglia mosso dalla sua solita animata passione politica dalle alte citazioni letterarie, ha contestato la valutazione tecnica, dichiarandosi in disaccordo. Ancora una volta la maggioranza non è riuscita a trovare un punto d’incontro con la macchina amministrativa. Resta da capire se il problema risieda nell’incapacità della politica di individuare soluzioni conformi alle norme oppure nell’eccessiva rigidità della struttura dirigenziale. Anche questo punto, nonostante il parere negativo, è stato posto in votazione (favorevole) consentendo poi a Tartaglia di lasciare i lavori del Consiglio, proseguiti ancora fino all’approvazioni di variazioni e debiti fuori bilancio.
E i lavoratori del verde urbano?
Mentre in aula consiglieri e dirigenti si confrontavano animatamente, all’esterno di Palazzo di Città una quarantina di lavoratori del servizio di manutenzione del verde, insieme alle organizzazioni sindacali, manifestavano chiedendo un incontro al sindaco Piero Bitetti. Le richieste dell’azienda riguardano l’anticipazione delle somme previste per l’appalto pubblico, la salvaguardia dei 96 operatori attualmente impiegati e la rimozione della clausola sociale. Sulla vicenda è intervenuta anche la Slai Cobas. Attraverso Salvatore Stasi, il sindacato ha annunciato il rischio di una futura “macelleria sociale”, sostenendo che l’attuale gestione degli appalti e della clausola sociale potrebbe avere pesanti ripercussioni sui lavoratori.


