Su segnalazioni di due utenti, solo la Capitaneria sarebbe intervenuta parzialmente. Si attende l’intervento del Comune di Taranto
Non ce l’ha fatta l’ennesima tartaruga Caretta caretta, vittima dell’inquinamento marino. La carcassa era stata avvistata lo scorso sabato 8 agosto da due ragazze, nei pressi di via del Faro sul litorale di San Vito, che hanno immediatamente segnalato la presenza dell’animale senza vita. La segnalazione è stata inoltrata al Comune di Taranto e alla Capitaneria di Porto. Solo quest’ultima, nelle ore successive, si è attivata per gestire la situazione. L’intervento del veterinario sarebbe stato tempestivo: l’animale è stato recuperato dall’acqua e sottoposto agli accertamenti del caso. La carcassa, però, non è stata successivamente rimossa dagli scogli.
Il recupero e lo smaltimento definitivo dell’animale, infatti, rientrerebbero nelle competenze del Comune. Il veterinario intervenuto non avrebbe potuto procedere autonomamente al prelievo della carcassa, che è stata quindi lasciata sul posto, accompagnata dalla targhetta che certifica l’avvenuta operazione veterinaria.
Nonostante un successivo sollecito delle ragazze, a distanza di giorni la carcassa risulta ancora sugli scogli, proprio in un tratto di costa frequentato da bagnanti e cittadini. Una situazione che rischia di creare anche un problema sotto il profilo igienico-sanitario, oltre a rappresentare un’immagine poco decorosa per una zona frequentata durante la stagione estiva.
La tartaruga presentava una rete attorno alla testa e, secondo le prime informazioni, sarebbe morta già da diverso tempo. La corrente avrebbe quindi trasportato la carcassa fino alla costa di San Vito, dove è stata individuata dalle due ragazze e successivamente recuperata dall’acqua. Resta ora da capire quando si procederà alla rimozione definitiva dell’animale e al suo corretto smaltimento, soprattutto considerando che la carcassa si trova ancora in un’area accessibile e frequentata da persone.



